Libri di Luca Ricolfi
Bibliografia di Luca Ricolfi: tutti i libri in vendita online Struttura e processi politici
L'arte del non governo. Da Prodi a Berlusconi e ritorno Ricolfi Luca - Longanesi, 2007 - Le Spade
Da attento studioso della realtà del Bel Paese e dei suoi orientamenti, Ricolfi ne traccia un profilo degli ultimi quindici anni, vale a dire una storia economico-sociale al tempo del bipolarismo e dell'alternanza. Il problema è che in Italia, come l'autore ha dichiarato in un'intervista, nonostante "l'aspirazione di tutti a vivere in un Paese normale, la realtà del dibattito politico è ancora quella della guerra fredda". Da noi ben pochi riescono a vedere le cose per quello che sono. Quasi tutti le guardano sempre accompagnate dalla loro ombra ideologica: con il sole del mattino l'ombra si allunga verso destra, con il sole del tramonto si allunga verso sinistra. Ricolfi, invece, racconta l'Italia della Seconda Repubblica come se fosse il Paese delle ombre corte.
L'ultimo parlamento. Sulla fine della prima Repubblica Ricolfi Luca - Carocci, 1993 - Studi Superiori
A un anno dall'inizio della legislatura i parlamentari inquisiti per reati gravi sono già 1 su 4, e quelli "a rischio" sono almeno 1 su 2, con punte del 70-80 % per gli effetti nelle file del quadripartito. In questa situazione, non può certo stupire che circa la metà delle autorizzazioni a procedere non sia stata concessa, come non può stupire che, da più parti, si invochino le elezioni anticipate, viste come unico mezzo per rimuovere un ceto politico inaffidabile. Ma è qui che comincia il difficile, ed è qui che si annidano i rischi più insidiosi per il futuro della nostra democrazia. La prima Repubblica non ha conosciuto solo la più spettacolare e prolungata occupazione del potere che l'Occidente democratico ricordi, ma ha creato un diabolico meccanismo di selezione alla rovescia, che ha progressivamente emarginato gli onesti e ha sistematicamente promosso i corrotti: il tasso di illegalità riscontrabile nel ceto politico è almeno 10 volte maggiore di quello della popolazione, e sale vertiginosamente passando dagli assessori ai consiglieri regionali parlamentari, dai parlamentari ai ministri. Pensare che questo meccanismo possa spezzarsi d'incanto, grazie al solo cambiamento del sistema elettorale, è una pericolosa illusione. Senza il più vigile controllo dei cittadini sui processi di formazione delle elites politiche, qualsiasi cambiamento delle regole rischia di rivelarsi un puro gioco di prestigio, che scambia il nuovo per il diverso.