Libri di Sergio Ricossa
Bibliografia di Sergio Ricossa: tutti i libri in vendita online Società e cultura: argomenti d'interesse generale
Manuale di sopravvivenza ad uso degli italiani onesti Ricossa Sergio - Rubbettino, 2011 - Il Colibrì. Nuova Serie
Sergio Ricossa offre all'"onesto medio", a chi è pronto a sostenere la propria causa "fino al rogo escluso", un utile strumento di difesa nei confronti dei furbi. E l'"onesto medio" è colui che paga il biglietto intero in ferrovia, che non entra gratis a teatro, che non si fa imporre da amici influenti, che mantiene la parola e che paga le imposte. Costui è la classica vittima dei furbi. Ricossa ci allerta. Ci spiega che la prima astuzia dei furbi è non sembrare tali. Questi sono pertanto dei "disonesti che si dichiarano onesti". Ostentano l'onestà, ma la disprezzano. E la lingua italiana va in loro soccorso; probabilmente è fatta dai furbi, i quali considerano l'onesto come un "uomo limitato". In uno "studioso onesto", vedono il "non geniale"; considerano un "onestuomo" o un "buonuomo" come un "uomo credulone o di rango inferiore". Vige forse in Italia una "legge di degenerazione": "ogni virtù, non solo l'onestà, tende ad assumere significati peggiorativi". Non tutti i disegni dei furbi vanno a buon fine. E il ridicolo spesso li colpisce. Ciò deve rincuorare gli onesti, i quali devono vivere la loro condizione con fiducia, senza sentirsi "come l'ultimo dei Mohicani". Gli onesti devono comprendere che la loro maggiore difesa consiste nell'evitare di "chiedere", perché i furbi sono lì, sempre pronti a cogliere ogni minima occasione. Sono soprattutto maestri nello "sfruttamento delle buone intenzioni". Prefazione di Lorenzo Infantino.
Straborghese Ricossa Sergio - Ibl Libri, 2010 - Mercato, Diritto E Libertà
Pubblicato nel 1980, a pochi anni dagli eccessi della contestazione, "Straborghese" è un pamphlet scritto e pensato contro ogni luogo comune. Una difesa della borghesia, prima ancora che come classe sociale, come carattere, come tipo umano, come fenomeno. C'è chi nasce "mezzo borghese, e se ne ha la volontà lo diventa del tutto applicandosi da autodidatta". Per Ricossa, il carattere borghese risiede sostanzialmente nella vocazione dell'uomo a rapportarsi con l'altro, a crescere e a migliorare attraverso lo scambio. La civiltà borghese è "colorata dai fiori dell'individualismo, mossa dalla libera fantasia innovatrice di ciascuno e di tutti, nel reciproco rispetto, alla ricerca anche avventurosa delle dolcezze della vita, ma con aurea moderazione intesa a evitare ogni eccesso". La borghesia come stilema dell'Ottocento e come parte che parla per il tutto della società liberale.