Libri di Gerhard Ritter
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Il volto demoniaco del potere Ritter Gerhard - Pgreco, 2022
Il problema affrontato da Ritter ne "ll volto demoniaco del potere" investe l'uomo quando nella sua quotidiana esperienza si chiede il significato ultimo della lotta per il potere, che all'interno degli ordinamenti statali divide uomini, partiti e classi, e della lotta per l'egemonia e la potenza. nella quale gli Stati coinvolgono il destino dei singoli uomini, subordinando ogni principio e valore alla logica della lotta. Le riflessioni di Ritter partono dal 1939, quando ormai era chiaro che l'avvento di Hitler avrebbe condotto la Germania in guerra a causa di un accecamento distruttivo nel quale si svelava pienamente il volto demoniaco del potere. Secondo Ritter, il demoniaco appartiene al potere per l'insanabile contraddizione che in quest'ultimo si annida, per la duplicità di significato cui è soggetto: il potere è la sfera dell'ambiguità, dell'incerto, della luce crepuscolare, in cui è difficile scindere il bene dal male, la dedizione dall'egoismo, la creazione dalla distruzione. Il rischio di essere posseduti dall'impulso irrazionale alla potenza è sempre presente e, a ben vedere, senza di esso non sarebbe possibile alcuna costruzione politico-giuridica di un ordine di convivenza. Il demoniaco si radica dunque nella finitezza e nell'ambiguità stesse dell'uomo, nella sua insufficienza, come nella sua disposizione al bene a al male.
Il volto demoniaco del potere Ritter Gerhard - Il Mulino, 1997 - Biblioteca
Oggetto dello studio di Ritter è la fondamentale polarità da lui individuata alle origini del pensiero politico moderno tra Machiavelli e Moro, ovvero tra modello continentale e insulare di Stato: Stato di potenza e Utopia. Sulla base di questo contrasto Ritter traccia una parabola della politica europea che giunge fino alla suprema degenerazione della politica di potenza, la guerra mondiale scatenata dall'hitlerismo. Ma la riflessione di Ritter travalica ampiamente una mera questione di storia del pensiero politico: egli si interroga infatti su quel rapporto tra politica e morale che "tormenta l'umanità da secoli", sull'aspetto "demoniaco" del potere che non può non porsi l'obiettivo del successo ma è sempre a rischio di degradarsi.