Libri di narrativa di ambientazione storica
Opere narrative ambientate in epoche e contesti storici
La compagnia dei naufraghi Roccasalva Maria - Tullio Pironti, 2014 - Narrativa
Forte di un'ambientazione originale, se non unica, il romanzo racconta la fine di un'era, quella della classicità, che si spegne lentamente, cedendo il passo all'oscurità del Medioevo. Sullo sfondo della Napoli bizantina, un giovane e talentuoso rampollo di una nobile famiglia di giureconsulti, Malarico dei Griffi, in arte Ricuccio, viene introdotto dal nonno, già consigliere della famiglia dinastica dei Sergi, presso Atanasio II, duca e vescovo della città, al fine di farlo desistere dalla sua passione per il teatro. Costretto a fuggire a seguito di uno scontro violento con il suo signore, a causa del rapimento di una bella longobarda di cui è innamorato, Ricuccio e la sua Compagnia si troveranno catapultati nel turbine della Storia. Attraverso una rabberciata e variegatissima troupe di sedicenti attori e saltimbanchi dalle etnie più varie e dalle diverse fedi religiose, si dipanano le vicende della Compagnia dei Naufraghi; naufraghi, per l'appunto, nel cuore di un'Europa percorsa dalla violenza e dalla durezza della vita, in cui la lotta quotidiana per la sopravvivenza non conosce quartiere e il teatro è fieramente avversato dalla Chiesa. Tra viaggi, intrighi, battaglie, persecuzioni, minacce di roghi e incomprensioni di ogni genere, la vita dei Commedianti, stremati dalla fame e dal freddo e circondati dalla ignoranza degli spettatori, si rivela ben presto assai grama, e il tentativo di far vivere e circolare il teatro una catastrofe.
È notte anche per me Roccasalva Maria - Tullio Pironti, 2011 -
Sullo sfondo delle invasioni barbariche in Europa, si muovono i personaggi complessi e contraddittori di Onorio, imperatore romano d'Occidente, debole, bigotto, introverso e folle di gelosia, e di Galla Placidia, sua sorella, per la quale egli nutre una passione torbida e senza speranze che lo porterà a eccessi inauditi. Il titolo del romanzo suggerisce la condivisione di questa passione proibita, che tuttavia non arriverà mai a realizzarsi, dilaniati come sono i protagonisti tra gli slanci e i freni della religione. Intorno ai due fratelli agiscono comprimari di rilievo: il grande generale Stilicone, a cui non viene risparmiata l'uccisione per mano di un sicario da parte di Onorio, pur avendo egli ripetutamente salvato l'Impero dalla catastrofe; l'impetuoso re dei Goti Alarico, suo ammirato rivale, pazzo d'amore per Placidia, da lui presa come ostaggio e concubina durante il sacco di Roma; Ataulfo, amatissimo sposo di Placidia, che nutre il sogno di unire il popolo dei Goti e i Romani in un solo Impero, sogno condiviso anche da Attila, che vorrebbe un'Europa unita, e dalla stessa Galla Placidia. E infine, l'ultimo grande eroe della romanità, il generale unno Ezio, che ha sempre amato e servito in silenzio la sua imperatrice. Tutto questo mentre Roma è in fiamme, la Sicilia è perduta insieme alla Britannia e alle Gallie, l'Africa è devastata dai Vandali, gli Unni avanzano, e l'Impero è agonizzante...
Il Danubio non parla latino Roccasalva Maria - Tullio Pironti, 2010
Titolo provocatorio per un romanzo che ha per protagonista un fiume, e antagonisti due amici-nemici, ciascuno dei quali ancorato alle proprie certezze. Il patrizio romano Teodato, convinto che il latino rappresenti l'essenza della civiltà, non esita ad adoperare qualunque mezzo pur di tramandarlo. Suo leale avversario è il goto Wulfila, che nella lingua latina individua il principale veicolo di dominio culturale e politico dell'Impero, nonché un freno al libero progresso delle genti. Per sottrarre il suo popolo all'egemonia del latino, Wulfila costruisce dal nulla una nuova scrittura per tramandare in gotico non solo le gesta, ma anche la fede dei Barbari danubiani. L'epoca in cui si svolgono gli avvenimenti narrati, è il IV secolo, e il luogo è appunto il Danubio, limes per definizione, perché la riva destra appartiene alla romanità, mentre al di là della sinistra si estende un misterioso quanto vago Barbaricum. Il Danubio rappresenta la divisione creatasi in seno all'Impero Romano: a Occidente, la Chiesa cattolica che vuole dominare sull'imperatore; a Oriente, il divinizzato sovrano che aspira a sottomettere la stessa Chiesa, creando le basi di quella teocrazia che ancora oggi tanti problemi pone. Tra questi poli in conflitto si inserisce il cristianesimo ariano di Wulfila, apparentemente democratico, in realtà fondato sulla purezza della stirpe, sul senso dell'onore e sul modello dell'Uomo-Dio al quale tutti devono uniformarsi.