Libri di Cur Ronconi Cur Zuffa
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Recluse. Lo sguardo della differenza femminile sul carcere Ronconi S. (Cur.) Zuffa G. (Cur.) - Futura Editrice, 2023 - Saggi
Le donne rappresentano una percentuale minoritaria dell'intera popolazione detenuta italiana, appena il 4%. Questa loro scarsa presenza, invece di garantire una migliore gestione degli istituti che le ospitano, si traduce spesso in irrilevanza, e porta con sé un'omologazione all'immagine della detenzione maschile che cancella ogni differenza di genere e ogni analisi che la includa. Il libro si basa su una ricerca condotta nelle carceri di Sollicciano, Empoli e Pisa, e indaga la soggettività delle donne detenute dando a esse voce, senza assecondare visioni «patologizzanti» del reato al femminile, né facili stereotipi sulla «debolezza» delle donne detenute. Al contrario, lo sforzo è di rintracciare nelle loro biografie, nelle loro autoriflessioni e valutazioni due diverse «mappe»: quella delle sofferenze, dei fattori di stress e dei momenti critici indotti dalla carcerazione, ma anche quella delle risorse, delle strategie personali, della forza che consente loro, nonostante tutto, di apprendere e immaginare un futuro. Le autrici compiono un'analisi critica dell'istituzione carcere che guarda a possibili trasformazioni: pur consapevoli dell'inevitabile sofferenza inflitta dalla detenzione, si muovono nel solco di un «riformismo disincantato», volto a contrastare la quota di «sofferenza aggiuntiva», inutile e ingiusta, basata su un insufficiente riconoscimento di diritti umani e civili inalienabili. Con l'obiettivo di promuovere una cultura e una prassi che supportino - invece di limitare o osteggiare - le strategie di «tenuta» che la differenza femminile mette in campo.
Recluse. Lo sguardo della differenza femminile sul carcere Ronconi S. (Cur.) Zuffa G. (Cur.) - Futura Editrice, 2014 - Saggi
Le donne sono una percentuale minoritaria dell'intera popolazione detenuta italiana, appena il 4%. Questa loro scarsa presenza, invece di garantire una migliore gestione degli istituti che le ospitano, si traduce spesso in irrilevanza, e porta con sé un'omologazione all'immagine della detenzione maschile che cancella ogni differenza di genere e ogni analisi che la includa. Il libro si basa su una ricerca condotta nelle carceri di Sollicciano, Empoli e Pisa, e indaga la soggettività delle donne detenute dando ad esse voce, senza assecondare visioni "patologizzanti" del reato al femminile né facili stereotipi sulla "debolezza" delle donne detenute. Al contrario, lo sforzo è di rintracciare nelle loro biografie, nelle loro autoriflessioni e valutazioni due diverse "mappe": quella delle sofferenze, dei fattori di stress e dei momenti critici indotti dalla carcerazione, ma anche quella delle risorse, delle strategie personali, della forza che consentono loro, nonostante tutto, di apprendere e immaginare un futuro. Le autrici compiono un'analisi critica dell'istituzione carcere che guarda a possibili trasformazioni: pur consapevoli dell'inevitabile sofferenza inflitta dalla detenzione, si muovono nel solco di un "riformismo disincantato", volto a contrastare la quota di "sofferenza aggiuntiva", inutile e ingiusta, basata su un insufficiente riconoscimento di diritti umani e civili inalienabili. Prefazione di Stefano Anastasia. Postfazione di Franco Corleone.