Libri di Luigi Ruscello

Bibliografia di Luigi Ruscello: tutti i libri in vendita online Economia

Ostalgia, neoborbonismo e questione meridionale libro
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LIBRO   9788832746686

Ostalgia, neoborbonismo e questione meridionale Ruscello Luigi   -  Il Convivio, 2023

L'ostalgia, termine che esprime il ricordo nostalgico del tempo andato da parte dei cittadini della Germania dell'Est, ha qualche nesso con il Neoborbonismo, anch'esso sintomo di nostalgia di un tempo storico. Eppure le vicende tra l'ex repubblica tedesca e l'Italia sono simili e, al contempo, diverse. Partendo da questo punto nodale, Luigi Ruscello affronta alcuni temi salienti relativi alla "Questione meridionale". In base a documenti e dati economici, ricostruisce dinamiche e medita su aspetti fondamentali che riguardano la disunità della nostra nazione, evidenziando falle sia nel sistema interno delle regioni sia della gestione e assegnazione dei fondi pubblici. Ciò ha riguardato non solo la famosa vecchia Cassa del Mezzogiorno, ma interessa anche l'attuale PNNR. Un saggio che esamina questioni quanto mai attuali e che cerca di individuare delle vie possibili per un ridimensionamento della forbice che divide le regioni settentrionali da quelle meridionali.

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Benevento e il Mezzogiorno libro
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LIBRO   9788848811026

Benevento e il Mezzogiorno Ruscello Luigi   -  Lampi Di Stampa, 2010  -  Tuttiautori

Benevento e il Mezzogiorno - Lampi di Stampa

€ 10.00 € 9.50
Mezzogiorno e Germania Est. Un confronto libro
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LIBRO   9788849876406

Mezzogiorno e Germania Est. Un confronto Ruscello Luigi   -  Rubbettino, 2023  -  Varia

Una delle tante espressioni secondo le quali il Mezzogiorno d'Italia sarebbe la chiave di volta per lo sviluppo dell'intero Paese è fatta risalire addirittura a Giuseppe Mazzini, il quale sembra che abbia detto o scritto: «L'Italia sarà quel che il Mezzogiorno sarà», espressione ripresa anche nel 2020 dal Ministro per il Sud e la coesione sociale in carica, senza citare peraltro la fonte. Altre, tra le tante più moderne, recitano così: «Il Sud è il tesoro nascosto dell'economia italiana e da questo dipende lo sviluppo del nostro paese», «Molto più che in passato, dal decollo del Sud può derivare una crescita sostenuta e duratura della intera nostra economia». Oppure: «Il Sud non può morire, perché se muore il Sud muore l'Italia». E ancora: «L'Italia non può crescere se non si risolve la questione meridionale». E, per finire: «Sud da problema a risorsa» oppure «Il Mezzogiorno d'Italia: chiave di rilancio per l'economia italiana?». E tante altre espressioni similari potrebbero essere riportate. Poi si scopre che nell'attualità, cioè nel 2022, si utilizzano ancora i soliti "trucchi", come si vedrà in seguito, al fine di non ottemperare ai più elementari criteri, non per l'eliminazione, ma quanto meno per attenuare il divario Nord-Sud. Nel tanto decantato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ad esempio, si sarebbe dovuto riservare al Mezzogiorno almeno il 40% dei fondi. In realtà, nel documento di approvazione del PNRR italiano, il Consiglio dell'Ue nel Fascicolo interistituzionale n. 2021/0168 (NLE) dell'8 luglio 20219, relativo all'approvazione della valutazione del piano dell'Italia, ha indicato più volte il 37% quale quota dei fondi da destinare al Sud. Che poi, in concreto, tale aliquota non sia rispettata è altro discorso. Si scopre, però, tra l'altro, che le opere relative all'alta velocità/capacità, nonostante l'arretratezza del Mezzogiorno, attestata anche dall'Europa, non vengono considerate ai fini della quota dovuta al Mezzogiorno, perché non territorializzabili. Ed è veramente impressionante guardare attentamente la grafica al 2019 relativa ai collegamenti ferroviari tra i principali centri urbani dell'Ue. Da tale cartina si evince che Cristo (alias alta velocità) non è riuscito ad arrivare a Eboli13, bensì si è fermato a Napoli. Insomma, come di consuetudine, si proclamano misure in favore del Mezzogiorno che, in pratica, non lo sono o in misura ben minore del previsto. D'altronde, non è un fenomeno nuovo perché, come è stato dimostrato con numeri ben precisi, confortati peraltro dalla Corte dei Conti, si è sempre operato così e, in particolare, negli anni Ottanta. Per non parlare della stampa che fa da megafono ai proclami dei fondi stanziati in favore del Mezzogiorno, come accaduto, ad esempio, con gli ultimi ministri, senza poi verificarne l'effettiva spesa.

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