Libri di Nicola Russo
Bibliografia di Nicola Russo: tutti i libri in vendita online Storia della filosofia occidentale
La cosa e l'ente. Verso l'ipotesi ontologica Russo Nicola - Cronopio, 2012 - Piani
Che cosa si nasconde nella differenza tra la cosa e l'ente? In che modo tale diseguaglianza tra ciò che è lo stesso, istituita ogni volta che diciamo una parola e che rimane perciò indicibile, ha a che fare con l'ontologia, la teologia, la tecnica e il nichilismo? Qual è il solvente che finisce per rendere ogni cosa, ogni essente, in fondo un bel niente? Sono queste le domande che istradano lungo un percorso a ritroso, dalla riesumazione heideggeriana della questione dell'essere, indietro verso la prima filosofia greca, la teoria della verità di Platone e la fisica di Aristotele, alla ricerca di cosa ne è della "cosa" nel gioco di specchi del logos, che la può dire sempre e solo come ente. Nel solco dell'antica massima di Misone di Chene: "Che non vengano le cose dalle parole, ma dalle cose le parole".
Polymechanos anthropos. La natura, l'uomo le macchine Russo Nicola - Guida, 2008 - Filosofia E Sapere Storico
E l'artifizio, anche come artefatto, che media all'uomo la verità, che figurandone i contorni e plasmandone la sostanza gli concede e vita e mondo, non come spettro e Maya, ma in tutta la concretezza, durezza e luminosità della natura. Polymechanos, dalle molte macchine e macchinazioni, arti e tecniche, egli è l'unico animale ad avere abbastanza coraggio e ostinazione e speranza per vedere in quella luce e provarsi a dirla. Questo, in fondo, ciò che in vari toni e da vari punti di vista raccontano i saggi qui raccolti, insieme all'invito che, teso tra la potenza del suo produrre e raffigurare e il principio di quella potenza, l'uomo sappia e voglia tenere la misura e così tenersi in quanto "misura di ogni cosa".
La biologia filosofica di Hans Jonas Russo Nicola - Guida, 2005 - Strumenti E Ricerche
L'autore riprende il messaggio jonasiano, ribadendo che se tutto viene omologato, standardizzato, catalogato, pesato, misurato con "fattori di impatto", indicatori economici, leggi ferree etc., non ci sarà più né bellezza né scienza. L'istanza fondamentale è quella di andare oltre la secolare separazione tra cultura scientifica e umanistica: bisogna far colloquiare natura e persone, soggetto e oggetto. In definitiva, il pensiero rivolto al solo dominio della natura è un pensiero destinato al "suicidio", un pensiero che inevitabilmente uccide il fondamento dell'origine della vita: la biodiversità.