Libri di Marco Rustioni
Bibliografia di Marco Rustioni: tutti i libri in vendita online LETTERATURA E STUDI LETTERARI
La linea curva. Letture critiche del secondo Novecento Rustioni Marco - Edizioni Di Storia E Letteratura, 2024 - Letture Di Pensiero E D'arte
Una linea se è curva compie un più ampio giro per giungere al bersaglio, e nella sua traiettoria si avverte un indugio, come se fosse tracciata per seguire punti marginali e meno frequentati. Riprendendo l'immagine dagli studi condotti da Heinrich Wölfflin sul barocco, le letture critiche qui raccolte tratteggiano non un quadro storiografico ma semmai una tendenza, una linea appunto, che si insinua serpeggiante nella ricostruzione del secondo Novecento. Gli autori presi in esame (Pasolini, Arbasino, Montale, Morante, Tabucchi, Volponi) solo in parte occupano una posizione centrale nel canone e la scelta è ricaduta su opere decentrate rispetto al loro percorso, di cui rappresentano un punto di svolta, o un momento di rielaborazione, o una fase di ripensamento. E sono i testi ad essere oggetto d'attenzione perché attraverso la loro polisemia ancora offrono al lettore la misura della complessità e l'esercizio al dialogo. Quanto basta per ricordare l'importanza e la necessità della letteratura.
Allegoria. Storia e interpretazione Rustioni Marco - Pacini Editore, 2018 - Testi E Culture In Europa
Da alcuni anni il termine allegoria ha cominciato ad indicare molto più che un semplice dispositivo retorico, e questo non solo perché ha costituito per oltre un millennio, dalla tarda classicità fino all'età barocca, il modo conoscitivo maggiormente impiegato per dare senso alla realtà e per orientare i percorsi immaginativi. Questo libro, suddiviso in due sezioni, intende ricostruire una parte di questa storia ed offrire un quadro generale del dibattito interpretativo che, a partire dal Romanticismo, ha visto coinvolti critici e teorici della letteratura nella definizione di questo campo d'indagine. Le posizioni espresse dagli autori presi in esame (da Goethe a Baudelaire, da Croce a Lukács, da Benjamin fino a de Man) rivelano la persistenza di un discorso filosofico comune: per tutti loro infatti, siano essi detrattori o estimatori, l'allegoria non ha mai smesso di rappresentare un passaggio obbligato della modernità, di cui rivela, nella sua rigida fissità, il lato più inquieto e critico.