Libri di Carlo Saccone
Bibliografia di Carlo Saccone: tutti i libri in vendita online Letteratura, storia e critica: letteratura antica, classica e medievale
Viaggi e visioni di re, sufi e profeti. Vol. 1 Saccone Carlo - Luni Editrice, 2025 - Medievalia
A lungo l'area delle lettere romanze e quella delle lettere arabo-persiane sono sembrate ai più estranee l'una all'altra, nonostante gli audaci, pionieristici studi di un Alois R. Nykl, di un Italo Pizzi, di un Miguel Asín Palacios. Oggi questo filone di ricerca sta ritornando in primo piano. Si scopre che temi quali il "viaggio visionario" o quello dell'"amore angelicato" affascinarono Dante quanto Ibn 'Arabi, Sanâ'i o 'Attâr, Cino da Pistoia e Cavalcanti quanto Hâfez o molti altri "stilnovisti" persiani, arabi e turchi. "Viaggi e visioni di re, sufi, profeti. Storia tematica della letteratura persiana classica", volume primo, si propone di affrontare uno di questi grandi temi che attraversano la sensibilità poetica e religiosa dell'ecumene arabo-latina. Oggi appare sempre più evidente che l'anima arabo-islamica e l'anima latino-cristiana non formarono nel Medioevo due entità incomunicanti, ma attinsero in larga parte a fonti comuni (l'eredità biblica ed ellenistica, l'insegnamento di Avicenna e Averroè), a miti comuni (l'impero universale di Alessandro) e, soprattutto, sognarono a occhi aperti il medesimo viaggio al cielo leggendo nei piani della cripta cosmica la medesima arcana "Scala del Paradiso".
Viaggi e visioni di re, sufi e profeti Saccone Carlo - Carocci, 1999 - Biblioteca Medievale. Saggi
Viaggi e visioni di re, sufi e profeti - Carocci
Il re dei belli, il re del mondo. Teologia del potere e della bellezza nella poesia persiana medievale. Storia tematica della letteratura persiana classica. Vol. 1 Saccone Carlo - Aracne, 2014 - Orizzonti Medievali
Questo saggio ci mostra, usando ben note categorie di Rudolf Otto, che l'amato cantato dai lirici persiani è sentito come un vivente testimone del Deus fascinans, mentre il sovrano cantato dagli autori epici è sempre un vicario in terra del Deus tremendus; ovvero, in termini propri della teologia islamica, potremmo anche dire che il sovrano testimonia l'aspetto di Maestà ('jalâl'), mentre l'amato venuto "da cielo in terra a miracol mostrare" è un vicario della Bellezza ('jamâl') divina. L'uno e l'altro, nella percezione dei poeti persiani del medioevo e del loro pubblico, additano sistematicamente a un Oltre, a un potere e a una bellezza che sono ben presenti in questo mondo, ma non sono di questo mondo. "La letteratura persiana apparirà, alla fine, un conturbante doppio di quella occidentale, un gemello diverso, che non solo possiamo tentare di comprendere, ma che ci fornisce anche uno specchio in cui guardarci e riconoscerci" (C. Donà).