Libri di Giorgio Sacerdoti
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Nel caso non ci rivedessimo. Una famiglia tra deportazione e salvezza 1938-1945 Sacerdoti Giorgio - Archinto, 2013
"Nel caso non ci rivedessimo..." sono le parole purtroppo profetiche dell'ultima lettera spedita da Siegmund Klein alla figlia Ilse in Italia dal nascondiglio di Amsterdam, pochi giorni prima del suo arresto da parte della Gestapo nell'ottobre 1943. Quindici giorni dopo Siegmund veniva deportato ad Auschwitz, proprio mentre Ilse e il marito milanese Piero Sacerdoti, conosciuto nel 1938 a Parigi e sposato a Marsiglia nel 1940, riuscivano a salvarsi in Svizzera. Nelle braccia di Piero il loro neonato Giorgio, l'autore di questo libro, il bimbo di cui Siegmund scriveva "non lo potrò mai vedere altrimenti che in fotografia". I sommersi e i salvati secondo l'espressione di Primo Levi. E tra i sommersi, insieme al padre, gli altri famigliari di Ilse: la mamma Helene, morta in Olanda sotto falso nome, e il fratello Walter di soli 22 anni, arrestato in Francia mentre cercava di raggiungere la sorella. Il carteggio tra i genitori e Ilse nell'Europa in guerra, tra Germania, Olanda, Francia, Svizzera, Italia, miracolosamente preservatosi, riemerge dopo settant'anni, col suo carico di affetti, di preoccupazioni, di speranze. Una vicenda che a distanza di decenni si conclude nel 2011 con la "riconciliazione" ideale dei figli di Ilse con quella Colonia da cui i nonni dovettero fuggire nel 1938: con la posa delle "pietre d'inciampo" con i loro nomi davanti alla casa dove avevano abitato, alla presenza del sindaco e degli studenti del liceo dove Walter aveva studiato. Prefazione di Arrigo Levi.
Piero Sacerdoti. Un uomo di pensiero e azione alla guida della Riunione Adriatica di Sicurtà Sacerdoti Giorgio - Hoepli, 2019 - Saggistica
Giorgio Sacerdoti si avvale di una fitta corrispondenza familiare, preziosamente conservata, per raccontare la vita del padre Piero (Milano 1905), un importante esponente della vita imprenditoriale e culturale milanese di respiro internazionale - dirigente d'azienda, docente universitario, collaboratore di giornali e riviste - negli anni della ricostruzione e del "miracolo economico" italiano. Le tante lettere riportate nel testo consentono di seguire passo dopo passo, con la immediatezza della quotidianità, lo stage in una banca a Berlino (1928), il viaggio negli Stati Uniti col transatlantico Rex (1933), il lavoro a Parigi (1936-1940) come direttore della filiale francese della Riunione Adriatica di Sicurtà (RAS), la seconda compagnia di assicurazioni italiana, oltre agli articoli regolarmente pubblicati sul quotidiano economico "Il Sole". Le lettere del 1938-39 parlano dello sgomento provato all'emanazione delle leggi razziali in Italia. La narrazione poi continua con lo scoppio della guerra e la fortunosa fuga di Piero con la moglie e il piccolo Giorgio - l'autore di questo libro allora neonato - in Svizzera. Al termine del conflitto Piero ritorna a Parigi, prima di essere nominato nel 1949 a Milano direttore generale della RAS, ruolo che ricopre fino alla improvvisa morte avvenuta nel 1966. Molti anni dopo la RAS sarà ceduta dal gruppo Pesenti, che ne aveva acquisito il controllo, alla Allianz. L'originale e vivace corrispondenza rende il lettore partecipe dell'energia e dell'entusiasmo con cui Piero e altri esponenti della Milano dell'epoca contribuirono in prima pers