Libri di Enrica Salvaneschi
Bibliografia di Enrica Salvaneschi: tutti i libri in vendita online Letteratura, storia e critica: studi generali
Incanti e incidenti carducciani. Giri di lettura intorno a «Pianto antico» Salvaneschi Enrica - Rubbettino, 2020 - Iride
Le fortune dell'opera di Giosuè Carducci entro la compagine critico-letteraria dell'Italia unita sono state piuttosto uniformi. Tuttavia, la sua figura di poeta rimane tuttora cristallizzata dall'etichetta di vate della cultura italica. Il saggio di Enrica Salvaneschi - almeno per la particella poetica costituita da Pianto antico, uno dei componimenti più emblematici e conosciuti tra quelli del Carducci - ovvia al problema rappresentato dai limiti critici riscontrati nelle interpretazioni delle origini e della vera natura dell'esperienza dell'Autore; pone il problema, più assoluto, del reale valore poetico del Carducci tenendo conto della grandezza di sentire ch'egli dimostra ma al contempo delle cadute cui è soggetto, spesso a causa della strumentalizzazione della sua opera che è stata fatta lui vivente e anche in seguito; è inoltre una finestra che si apre su una più ampia riflessione circa il senso della parola poetica e letteraria. Per indagare negli angoli più reconditi del testo di qualsiasi testo - è infatti necessario affiancare agli strumenti classici del critico specialista d'un solo settore mezzi nei quali questi è talvolta più manchevole. Ci riferiamo per esempio alla glottologia, alla semantica, alla storia della filosofia e delle idee, nonché alla conoscenza e all'interiorizzazione di più lingue e culture, a partire da quelle classiche. In tale prospettiva, il saggio presenta Pianto antico quale punto di partenza per una serie di riflessioni circa le fonti - o meglio le ispirazioni - che ne fanno il fulcro di molti fasci d'influenze, dall'indoeuropeità alla classicità, dal romanticismo alla più vasta cultura europea, nel contesto della Weltliteratur.
Florilegio positivista (ma non solo) Arturo Graf e Roberto Ardigò Salvaneschi Enrica - Book Editore, 2001 - Logosinopie
In tema di positivismo, nella pletora di declinazioni possibili e realizzatesi, Arturo Graf e Roberto Ardigò rappresentano varianti di indubbio interesse. Al primo si deve la formulazione di una metodologia di studio della letteratura che tiene conto in maniera equilibrata delle complesse relazioni storicizzate tra testo e cultura contestuale, sociale, linguistica, ma anche tra il testo e il suo divenire "creaturale" in quanto e solo allorché esso sia ricevuto dal pubblico, momento del suo vero inverarsi. Ad Ardigò, che fu portatore di un pensiero unico del suo genere, si deve tra le altre cose un tentativo di ristrutturazione della pedagogia in termini moderni, con l'attribuzione ai valori civili e culturali di quell'importanza che in Italia era storicamente appannaggio dei valori religiosi. Notevole e originalissimo è il contributo dato allo studio della psicologia, come pure il rifiuto delle metafisiche classicamente - e religiosamente - connotate. Come attestato dallo studio di Enrica Salvaneschi, Graf e Ardigò si relazionano sul campo di letteratura e poesia quali emblemi di un autentico spirito positivo. Nei due autori, i processi naturali osservati con raffinata sensibilità scientifica trovano corrispondenza nei meccanismi intellettivi e nella successiva elaborazione letteraria, creando così percorsi tematici, interpretativi e creativi - veri proprî "florilegi" - che, pur nel molteplice esperienziale, dànno conto della sostanziale e intrinseca unità dell'essere. (dalla postfazione di Simone Turco) Nota in versi di Silvio Endrighi. Postfazione di Simone Turco.
Giardini ospitali. Ambienti e momenti di Émile Zola poeta Salvaneschi Enrica - Book Editore, 2006
Questo volume non vuole essere un saggio critico; o lo è solo in quanto tende alla meta della possessione poetica, quale mezzo artigianale, umile e raffinato a un tempo, per rendere al meglio, nella trasposizione da lingua a lingua, alcuni momenti privilegiati di un celebre corpus ottocentesco: i "Rougon-Macquart" di Émile Zola. Vera e propria miniera a cielo aperto, il ciclo zoliano offre occasioni di realismo fantastico, articolati repertori di tipi umani e di situazioni narrative, in cui la passione per la scienza lievita in generosa sapienza simbolica. Enrica Salvaneschi insegna Letteratura comparata all'Università di Genova.