Libri di Giuliano Scabia
Bibliografia di Giuliano Scabia: tutti i libri in vendita online SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
Dialoghi segreti di paesi. Visite e canti nell'Appennino tosco-emiliano 1974-2020 Scabia Giuliano - La Casa Usher, 2023 - Storie Dal Teatro
Il teatro segreto di Scabia. Un teatro che si sottrae ai riflettori, basato sull'incontro di piccole comunità di paese che si interrogano su come creare cultura dal basso. Giuliano Scabia, dal 1974 al 2020, ha animato una straordinaria attività di scambio tra alcune comunità dell'Alto Appennino reggiano, terra della Resistenza, di ottave rime e di maggi drammatici, e la comunità della frazione La Briglia di Vaiano nell'Alta Valle del Bisenzio, terra di manifatture tessili e di comunismo, la famosa "Valle rossa". Il libro ripercorre gli scambi, le feste, l'invenzione di luoghi di ritrovo, le biblioteche, le osterie, la formazione di gruppi impegnati a tenere vive tradizioni e a inventare la cultura del presente. Attraversa quasi cinquanta anni di storia: l'abbandono della montagna, i mutamenti dell'industria tessile nella Valle del Bisenzio, l'organizzazione e la produzione di cultura in territori periferici, la fine delle ideologie e le trasformazioni dell'impegno politico e civile. È un'esperienza che si illumina di amicizie che sono cementate, ogni dicembre, grazie a una fantastica "Operina" di auguri per il nuovo anno piena di poesia, scritta da Scabia e portata di casa in casa, in incontri familiari e segreti.
Marco Cavallo. Una storia di teatro e cura Scabia Giuliano - Meltemi, 2024 - 180. Archivio Critico Della Salute Mentale
"Marco Cavallo" racconta la storia del simbolo che ha dato una svolta decisiva al modo di trattare i pazienti psichiatrici, mettendo in contatto, come mai era stato fatto prima, il mondo interno al manicomio, quello dei ricoverati, con il mondo esterno e cosiddetto reale. Ma il volume è anche il racconto di un'amicizia, quella nata nel 1973 tra Giuliano Scabia, autore del libro, Franco Basaglia, che all'epoca era il direttore dell'ospedale psichiatrico di Trieste, e il cugino Vittorio Basaglia, pittore e scultore. Insieme, i tre amici decisero di creare uno spazio interno all'ospedale in cui pazienti, medici, infermieri e volontari potessero comunicare tra loro, senza barriere. Nacque così Marco Cavallo, una struttura di cartapesta azzurra ispirata a un vero cavallo - "Marco", appunto -, che dal 1959 era stato a lungo impiegato per trasportare materiali all'interno del manicomio e che i pazienti erano riusciti a salvare dal macello. Alto quattro metri, Marco Cavallo divenne subito un simbolo di libertà in un luogo in cui sembrava non essercene. In grado di contenere tutti i sogni e i desideri dei pazienti ricoverati, quel cavallo di cartapesta è oggi l'icona indiscussa per il riconoscimento della dignità di persona ai pazienti psichiatrici, fino a quel momento ritenuti invisibili; quel riconoscimento che sarebbe stato finalmente raggiunto nel 1978 con la legge Basaglia e la chiusura dei manicomi. Con i saggi di Franco Basaglia, Peppe Dell'Acqua, Elisa Frisaldi e Umberto Eco.