Libri di Ferdinando Scala
Bibliografia di Ferdinando Scala: tutti i libri in vendita online Interesse locale, storia familiare, ricordi
Via Palmanova e gli antichi borghi di Rottole, Cimiano, Corte Regina e Gobba Scala Ferdinando - Graphot, 2023
Via Palmanova è molto più di una strada a scorrimento veloce da e per Milano. E ha una storia ben più lunga di quello che pensiamo: non è stata costruita negli anni '50, semmai è stata raddrizzata e ingrandita, ma esisteva già prima, quando nelle mappe del primo '900 era indicata come una semplice strada di campagna che partiva da piazza Sire Raul e si congiungeva all'antichissima via delle Rottole. Le tracce dei borghi antichi sono ancora lì a raccontarne la storia: Rottole e Corte Regina, Molino Nuovo e Cimiano vecchia, il più antico di tutti, da cui si accedeva all'antico sito del Parco Lambro, con le sue cascine, tra cui la Biblioteca, già villa di campagna del cardinale Federigo Borromeo. L'autore riscostruisce la vita di via Palmanova, la rende un asse virtuale da cui si diramano luoghi importanti per la città: dai borghi agricoli che la circondavano alle chiese e all'Ospedale San Raffaele, dal Parco Lambro al Centro sportivo Frassati, dal Quartiere Rizzoli alle Case Acli.
Cimiano, Feltre, Rombon e Lambrate. Un territorio di santi, imprenditori ed eroi. Ediz. illustrata Scala Ferdinando - Graphot, 2017
All'inizio era tutta campagna, con quattro cascine nascoste tra il granoturco. Poi arrivò il Comune, che edificò vasti quartieri squadrati da regolari linee ortogonali, da via Palmanova a via Feltre e Rombon, e così la zona intorno al Parco Lambro ha iniziato a trasformarsi. Persone che possiamo definire santi, imprenditori ed eroi, hanno saputo cogliere e soddisfare le esigenze degli abitanti. Alcuni hanno organizzato l'assistenza per i figli della guerra, altri hanno costruito capannoni per grandi aziende e industrie e altri ancora hanno aperto un centro per far giocare i giovani della periferia. C'è chi ha aperto un ospedale dignitoso per la classe lavoratrice, chi ha dato vita ad un grande centro di ricerca e chi ha realizzato un modello di città innovativo. Per ogni gioco di luce c'è un gioco di ombra, come il problema di tossicodipendenza vissuto all'interno del parco e oggi risolto. L'autore non ci offre solo un racconto di questi luoghi, ma anche un utile strumento di riflessione per migliorare il futuro della città.
Precotto, Villa e il regio viale per Monza. Storia, fatti e misfatti di un borgo antico Scala Ferdinando - Graphot, 2015
Precotto, il paese delle fornaci e dei mattoni cotti, dove gli Umiliati lavoravano i boldroni, da cui ricavavano ricche vesti cerimoniali. Un paese immerso originariamente nella campagna che precede la Brianza, dove i nobili milanesi di Porta Orientale avevano proprietà terriere e passavano l'estate. Succedeva così che nel Borghett come al Brughirolo, a Villanova o al Mandello, le cascine dei contadini stessero a fianco dei nobili palazzi degli Erba-Odescalchi, dei Visconti o dei Panza-Montaldi, in una sorta di vicinanza solidale finalizzata a ricavare dalla terra il suo miglior prodotto. Non finisce di stupire l'originalità di un borgo rurale che all'inizio dell'800 viene tagliato dal "regio viale" per Monza, e un secolo dopo viene sancita la divisione urbana e sociale più sorprendente: da una parte, dove sorgono le antiche chiese parrocchiali da Turro a Gorla a Precotto, stanno le famiglie rurali e i paulott dal bianco colore politico; dall'altra parte, dove sorgo no le grandi industrie, stanno le officine dell'indotto e le case degli operai, sindacalizzati e rossi per anelito politico. Un territorio della vecchia Milano ancora tutto da scoprire.