Libri di Domenico Scarpa
Bibliografia di Domenico Scarpa: tutti i libri in vendita online Lingue indo-europee
Uno. Doppio ritratto di Franco Lucentini Scarpa Domenico - :Duepunti, 2011 - Posizioni
Prima di essere in due Lucentini fu uno. Prima di essere di F. & L. - prima di diventare la L. della coppia - Franco Lucentini fu uno scrittore solista straordinario e irripetuto, che spesso siglava F.L. i propri testi e traduzioni: e che nel suo primo racconto "I compagni sconosciuti", vicenda autobiografica ambientata nella Vienna dell'immediato dopoguerra, alludeva a se stesso col pronome indefinito uno. Veramente sconosciuto è il Lucentini del quale il racconto saggistico di Domenico Scarpa disegna il doppio ritratto: il ritratto dello scrittore e il ritratto del traduttore, due talenti che in lui si fusero senza alcun grumo. In questo libro - singolare e binario -trovano posto: una lettura dei due racconti firmati dal solo Lucentini, "I compagni sconosciuti" ( 1951) e "Notizie degli scavi" ( 1964); la cronistoria della collana "I gettoni" di Elio Vittorini che ne ospitò l'esordio; e la prima completa "bibliografia individuale": dagli articoli di filosofia scritti all'età di diciotto anni, alle versioni dalle diciassette lingue che conobbe, ai corsivi politici pubblicati durante la guerra civile, ai versi sulla struttura matematica dell'universo, ai racconti di fantascienza o di guerra stampati sotto falso nome, ai dialoghi, infine, con Italo Calvino e con Umberto Eco: altrettante tappe di un mystery tour nell'unicità di Franco Lucentini.
Storie avventurose di libri necessari Scarpa Domenico - Gaffi Editore In Roma, 2010 - Ingegni
"Storie avventurose di libri necessari" è una traversata del Novecento italiano. Racconta, in undici saggi, le fortune e gli infortuni, i segreti e gli intrighi delle opere che hanno dato forma a un secolo di letteratura. Racconta le avventure dei libri, ma anche di chi li ha scritti: e per riuscire a farlo ricorre a carte d'archivio, a documenti inediti, a lettere private, a scritti dimenticati o nascosti dagli autori stessi. Si salpa l'ancora ricostruendo le tracce lasciate nell'opera dei nostri scrittori dal più bel libro di avventure di tutti i tempi, "L'isola del tesoro". E si prosegue, proprio come negli agguati pirateschi di Stevenson, andando a scoprire perché il saluto "Ohi, Peppì!" equivalesse per Domenico Rea a un'offesa grave, e perché mai Corrado Alvaro dedicasse tanti pensieri all'eros di Mussolini. Vedremo quali nessi invisibili sussistano tra Beckett & Borges (e tra Fruttero & Lucentini che li hanno introdotti qui In Italia), e che cosa Fortini e Vittorini videro sbarcare a Bocca di Magra insieme con Marguerite Duras. Ma, come nella vita corsara, saremo spesso chiamati a combattere: e da Calvino, da Fenoglio, da Meneghello, impareremo ad apprezzare le differenze di stile che ci sono tra una pistola, un mortaio e un fucile mitragliatore per chi sta rischiando la vita nella guerra civile. 0 magari ci limiteremo a litigare pur amandoci attraverso il tempo e lo spazio, come Sciascia fece con Stendhal, o Parise con Darwin.