Libri di Cur Scarsella
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Quixote/Chisciotte 1605-2005. Edizioni rare e di pregio, traduzioni italiane e straniere conservate nelle biblioteche veneziane. Catalogo della mostra. Ediz. illustrata Scarsella A. (Cur.) - Biblion, 2006 - Civiltà Del Libro. Cataloghi
"L'influenza che ancora esercita il Don Chisciotte, non solo sulla letteratura ma in generale sulla cultura attuale, pare superare quella di qualsiasi altro testo classico, eccetto la Bibbia. Lo conferma l'incredibile diversità delle sue manifestazioni popolari e di commercializzazione che hanno fatto del famoso quartetto cervantino - Don Chisciotte e Sancio Panza, Ronzinante e l'asino - delle icone immediatamente riconoscibili dall'uomo qualunque di innumerevoli paesi del mondo, al pari di Paperino, Tarzan, Gesù Cristo. Un fatto singolare, se si considera che i personaggi cervantini hanno un'origine letteraria, non sono creazioni per il consumo mediatico su scala massiva, come la maggior parte degli esempi citati. Ma il Don Chisciotte non aspettò l'epoca moderna per essere sfruttato in questo modo. Subito dopo la sua pubblicazione, nel 1605, le figure di Don Chisciotte e Sancio entrarono a far parte delle processioni nelle feste pubbliche e già dalla prima decade del XVII secolo la fama del libro si estese ad altri paesi europei. La rassegna delle opere presentate in questo catalogo, le traduzioni italiane e straniere nel corso di quattro secoli, le schede bibliografiche e le considerazioni storico-letterarie del capolavoro di Cervantes rappresentano un importante contributo alla comprensione del mito letterario del Quixote, nel quarto centenario dell'uscita a stampa.
Pi Erre. Cinquant'anni di immaginario letterario da Venezia al mondo. Omaggio a Renato Pestriniero Scarsella A. (Cur.) - Granviale, 2008 - Calamus
Omaggio a Renato Pestriniero scrittore. La città quale fonte di ispirazione letteraria
La parola scoscesa. Poesia e paesaggi di Luciano Cecchinel Scarsella A. (Cur.) - Marsilio, 2012 - Ricerche
"La presenza nella poesia italiana delle opere di Luciano Cecchinel è senz'altro una realtà che imprime il sigillo di sempre inaspettate novità. I temi solo molteplici e ruotano come punti mobili attorno alle più varie situazioni. Il primo libro di Cecchinel, "Al tragol jért", io l'ho conosciuto piuttosto tardi, nel senso che la forza espressa mi procurò una vera e propria meraviglia. Fu a fine anni '80, al Premio "Città di Thiene", quindi con l'avallo implicito di Meneghello, e con la presenza in giuria di una figura che bisogna dire carismatica come David Maria Turoldo, che conobbi direttamente Cecchinel. Il rilancio del dialetto come strumento letterario principe non poteva trovare migliore esempio che nel suo lavoro. Mi si impressero nella mente molte delle figure che a me, reduce da recenti esperienze dialettali, continuarono per molto tempo in citazioni spontanee come ricorsi da lontananze che erano anche mie. La figura del to'sat de crosèra, vero e proprio outcast, il ricordo della ragazza vagheggiata e mai chiamata, quasi una semplice verità esistenziale, l'appello a Mani e a divinità agresti di fronte a una dissoluzione che già mostrava di intaccare come una lebbra il mondo della memoria, trovavano nell'aspro e arduo moto espressivo di Cecchinel una forza che prometteva rinascite e riapparizioni di incredibile vivezza." (Andrea Zanzotto)