Narrativa e storie vere per bambini e ragazzi
Libri di narrativa e basati su storie reali
Racconti per l'infanzia realistici e storie che lasciano il segno
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La storia di Clara, una rinoceronte indiana, è una storia vera. Il suo padrone (un capitano olandese) l'ha mostrata nelle principali città d'Europa come un fenomeno da baraccone. Siamo nel diciottesimo secolo, e certo nessuno aveva mai visto un animale così. Di Clara hanno parlato scrittori e poeti dell'epoca e molti pittori l'hanno ritratta. Alla storia vera di Clara la scrittrice Igiaba Scego ha aggiunto altre storie, più fantastiche, più ottimistiche, di sentimento e di avventura, ambientate a Venezia durante il carnevale del 1751. Conosceremo anche una bambina ebrea del ghetto veneziano e uno schiavo di origine africana, che aiuteranno Clara a trovare la sua libertà. Età di lettura: da 8 anni.
La nomade che amava Alfred Hitchcock Scego Igiaba - Sinnos, 2003 - I Mappamondi
Igiaba racconta in prima persona la storia di sua madre, Kadija, nata nel 1938: la sua infanzia da nomade, i giochi, il rapporto con i genitori, la cultura somala e le vicende politiche che la hanno portata, come tanti della sua generazione, a cercare nell'occidente ricco, pace e serenità. Il racconto è scorrevole, quasi un romanzo, e anche l'accenno delicato all'infibulazione offre uno strumento concreto per conoscere meglio una cultura che per molte vicende è stata influenzata dalla nostra. Anche alla fine di questo libro, giochi, leggende, ricette, bibliografie e indirizzi utili. Igiaba Scego è figlia di Ali Omar Scego, ex ministro degli esteri somalo (prima della dittatura di Siad Barre). Ha collaborato con diverse riviste.
Figli della foresta. Due vite africane rapite dal colonialismo italiano Scego Igiaba Abastanotti Chiara - Becco Giallo, 2026 - Quartieri
Nel 1873 l'esploratore e botanico tedesco Georg August Schweinfurth invia alla società geografica italiana un telegramma di poche righe dove è annunciata la morte di Giovanni Miani, la fine dell'esplorazione del Nilo Superiore finanziata dal governatore del Sudan Djafer Pascia e la presenza tra i beni lasciati da Miani di due "pigmei". La parola pigmeo, oggi fortemente dispregiativa, indicava allora alcune popolazioni che abitavano i territori della foresta pluviale dell'Africa Centrale e Occidentale. Il mondo scientifico va in fibrillazione, eccitato dall'idea di poter vedere dal vivo, in carne e sangue, due persone di quei popoli. Ed è così che due bambini vengono di fatto deportati in Europa e violati nella loro intimità solo per essere osservati, classificati, analizzati. Due bambini ribatezzati dallo stesso Miani Tibò e Kairalla, togliendo così loro anche il vero nome delle terre natie, Tukuba e Makunka. Disumanizzati da una scienza che non li ha mai visti come persone, strappati ai loro affetti e alla loro foresta, costretti a viaggi estenuanti via mare e attraverso numerose città (Khartoum, Il Cairo, Alessandria, Napoli, Roma, Firenze, Rovigo, Verona), Tukuba e Makunka sono due simboli delle rimozioni sul passato coloniale italiano. Di loro restano solo una manciata di foto, i resoconti scientifici delle violazioni corporee subite, i volti mai illuminati da un sorriso, i commenti razzisti dei vari scienziati che li hanno esaminati e da oggi una graphic novel che restituisce loro dignità nella Storia. Età di lettura: da 12 anni.