Libri di Vincenzo Scotti
Bibliografia di Vincenzo Scotti: tutti i libri in vendita online Italia
Pax mafiosa o guerra? A venti anni dalle stragi di Palermo Scotti Vincenzo - Eurilink University Press, 2012 - Tempi Moderni
Fin dall'Unificazione le strategie dello Stato Italiano per combattere la mafia hanno oscillato tra il "convivere" e la messa in campo di "azioni di guerra", mirate a combattere Cosa Nostra e a estirpare la cultura mafiosa diffusa in vaste aree del Mezzogiorno d'Italia. Al di là delle due condizioni estreme, si è determinata, spesso, una zona grigia nella quale si esprimeva l'intensità dello "scambio" tra mafia, società e politica. Oggi si parla sempre più insistentemente della possibilità che, agli inizi degli anni novanta e nel pieno di una "guerra" contro la mafia, vi sarebbero stati tentativi di una vera e propria "trattativa" tra rappresentanti dello Stato e la mafia. E il tema dei rapporti tra Stato e mafia è diventato, alla luce delle inchieste della Magistratura, di nuova stringente attualità. Con il suo libro, Vincenzo Scotti, che è stato uno dei protagonisti della politica italiana nella stagione segnata dalle stragi di mafia, cerca di far comprendere quello che ha conosciuto e ha fatto nell'esercizio delle proprie responsabilità, interpretando, in modo rigoroso, i fatti accaduti attraverso documenti, analisi e valutazioni riferite a quel preciso periodo storico. Si confrontano, oggi, due possibili letture: quella giudiziaria e quella storico-politica. Il libro di Vincenzo Scotti, lasciando alle indagini dei giudici la responsabilità della prima, affronta la lettura storico-politica e il conseguente giudizio sul comportamento delle Istituzioni e della politica.
Non fu un miracolo: l'Italia e il Meridionalismo negli anni di Giulio Pastore e Gabriele Pescatore. Testimonianze e riflessioni Scotti Vincenzo Zoppi Sergio - Eurilink University Press, 2016 - Tempi Moderni
Tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni settanta, quando in tutto il mondo spirava vento di cambiamento, anche l'Italia visse una stagione di grande crescita economica, di profonde trasformazioni sociali e dei costumi, di importanti fervori culturali, di incisivi fermenti religiosi. L'Italia stava entrando nella modernità, nella laicità, nel sogno italiano. Di questa crescita convulsa ma anche ricca di contraddizioni, dove convivevano millenarie tradizioni e antichi costumi accanto alle spinte verso la modernità, ebbe parte significativa il Mezzogiorno d'Italia che visse la sua stagione migliore dall'unità politica del Paese. l'Italia intera e il suo Mezzogiorno progredivano virtuosamente. Si parlò di "miracolo italiano". Ma fu veramente un miracolo? Vincenzo Scotti e Sergio Zoppi - giovani ma fattivi testimoni di quegli anni, - in una serrata e appassionata conversazione - cercano di rispondere a questa domanda dando voce a due personalità dell'epoca: Giulio Pastore e Gabriele Pescatore, protagonisti di una stagione democratica partecipata, intensamente vissuta, decisamente innovativa, timonieri di avanzate politiche e azioni per il Mezzogiorno. Per la prima volta vengono rivelati fatti ed episodi di rilievo che illuminano il passato e riverberano la loro luce sui nostri giorni. Non solo un debito pagato dai due collaboratori di Pastore e di Pescatore: anche riflessioni e indicazioni da non trascurare per imprimere una svolta al presente. Perché quel miracolo, in realtà, fu il frutto di un grande lavoro progettuale di filosofi ed economisti - quasi tutti esponenti del nuovo meridionalismo - di valenti tecnici ed abili esperti, di politici appassionati che - tutti insieme - furono in grado di proporre agli italiani un sogno per cui valeva la pena spendersi. Un sogno che portò, l'Italia, a divenire la quinta potenza economica mondiale; i giovani, a sperimentare una società alle soglie della piena occupazione; il Mezzogiorno, a vivere una stagione che, finalmente, stava segnando una svolta nella sua crescita che, superando anche quella del Nord, contribuì allo sviluppo generale del Paese. Ma poi? Un imprevedibile smarrimento e un lento declino fino ai nostri giorni: la questione meridionale non era più al centro della agenda politica del Paese.
L'Italia corta. Il futuro dell'Europa si decide nel Mediterraneo Scotti Vincenzo - Datanews, 2010 - Alcazar
Scotti ripercorre, con passione civile e con occhi critici, la storia della "questione meridionale". È una severa analisi dei comportamenti della classe dirigente dell'Italia, incapace, a più riprese, di comprendere le grandi potenzialità che il Sud ha rappresentato per il Paese. Negli anni cinquanta, anche per impulso del "nuovo meridionalismo", si era riusciti ad imboccare la strada giusta. Ma il cambiamento degli equilibri del mondo, alla metà degli anni Settanta, ha, di fatto, bloccato lo sviluppo del Sud, concorrendo alla sua involuzione e alla marginalizzazione della politica nazionale di sviluppo del Mezzogiorno. Negli ultimi venti anni la questione è praticamente sparita dall'agenda politica del Paese e si è frantumata in tante piccole questioni locali, diventando sempre meno "questione nazionale o europea" e le regioni del Nord hanno pensato che l'Italia potesse fare a meno del Sud: l'Italia è diventata corta. Oggi il mondo sta profondamente cambiando nei suoi equilibri economici e politici. Nuovi paesi-continenti emergono prepotentemente sulla scena mondiale e modificano il vecchio assetto Nord-Sud. Ritorna urgente il bisogno di unificare il Paese e di trasformare il Sud da "problema" a "risorsa". Scotti legge i cambiamenti alla ricerca di una strategia che renda possibile l'unificazione e scorge un ruolo strategico per il Mezzogiorno quale "ponte" per l'integrazione dell'Europa nel Mediterraneo: il Mezzogiorno può diventare una grande piattaforma tecnologica e logistica.