Libri di Fabio Scotto
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Le corps écrivant. Saggi sulla poesia francese contemporanea da Valéry a oggi Scotto Fabio - Rosenberg & Sellier, 2019 - Biblioteca Di Studi Francesi
L'elemento unificante di questo percorso è le corps écrivant, il corpo che scrive, ovvero la convinzione che la poesia scaturisca dalla presenza fisica di un essere che investe nella scrittura la totalità della sua potenzialità sensoriale.Nella poesia francese contemporanea i generi si ibridizzano, le forme si confondono, dando vita a un terreno magmatico nel quale è arduo orientarsi anche per il più esperto conoscitore.Di qui l'attenzione posta in queste pagine, nelle quali si condensa il lavoro di un trentennio di uno dei maggiori specialisti di poesia contemporanea, ad analisi di testi e questioni teoriche (da Valéry a Michaux, da K. White a B. Noël e a vari altri autori), allo scopo di evidenziare come la «forma-senso» della poesia parli soprattutto attraverso la sua forza intrinseca di suono e voce, manifestata dagli occorrimenti fonici e ritmici e dalla loro articolazione nel corpo del testo.
La voce spezzata. Il frammento poetico nella modernità francese Scotto Fabio - Donzelli, 2012 - Saggi. Arti E Lettere
Praticato fin dal Rinascimento, è con il Romanticismo tedesco che il frammento assurge a genere vero e proprio, divenendo quell'"assoluto letterario" al quale la poesia affida la sua speranza di cristallizzare l'unicità dell'esperienza, forse il modello stesso della scrittura moderna. L'ampio percorso tracciato da questo libro di Fabio Scotto, il primo che affronti la questione dalla prospettiva delle poetiche e non della mera teoria di genere, si colloca nell'evoluzione storica delle forme che ha nell'avvento del "poème en prose" simbolista il suo momento apicale e nell'eterodossia espressiva d'inizio Novecento un fecondo laboratorio di soluzioni immaginarie. Delineando da Nietzsche a Barthes l'orizzonte estetico fondativo novecentesco, Scotto prende in esame alcune delle figure maggiori della poesia francese contemporanea, da Char a Michaux, da Ponge a Leiris, o più appartate come Perros e Jourdan (e nel caso di Cioran troppo restrittivamente ascritte alla sola filosofia), fino alle cosiddette scritture lacunari. Ma la poesia, anche quando franta o ellittica, mantiene sempre un rapporto con l'immediatezza sensibile che ne fa una respirazione mentale, un silenzio teso fra una parola e l'altra, malgrado la sordità dei tempi, o l'urlo che lacera, come in Artaud, l'indifferenza del mondo con una parola arcaica resa puro suono.