Libri di Vittorio Sermonti
Bibliografia di Vittorio Sermonti: tutti i libri in vendita online Saggistica
Il vizio di scrivere Sermonti Vittorio - Rizzoli, 2015 - Saggi Italiani
"Se leggere è un vizio, non che scrivere sia una gran virtù. Un romanzo o un volumetto di versi sono merci non richieste. Allora, perché tanto scrivere invano? Si diceva in tempo di grandi ottimismi che scrivere è un'impellenza, che chi scrive è obbligato a scrivere da un prepotente moto interiore. Può darsi; quantunque sulla ambigua prepotenza dei moti interiori ci sarebbe molto da discutere". In ogni caso Vittorio Sermonti da più di sessant'anni è anagraficamente uno scrittore: cioè "uno degli happy few che debbono la propria miseria all'ostinato esercizio della scrittura". Qui raccoglie, ordina, disordina il frutto multiforme del suo vizio, che non si limita a riflettere sui meccanismi segreti della poesia, ma si avventura a intervistare Marco Aurelio e Giulio Cesare, a redigere un paio di libretti d'opera, a tradurre in versi due classici di teatro, a scrivere racconti, epigrammi, aforismi e una tragica cronistoria del terremoto dell'Irpinia. La voce è sempre la sua, l'acume è inconfondibile, l'intelligenza è quella colta e libera di chi sta al mondo da ottantasei anni. Un percorso sorprendente a ogni pagina, condotto "con la perseveranza, con l'abnegazione, con l'inconfessabile voluttà" con cui si coltivano i vizi più radicali.
La cosa poesia Sermonti Vittorio - La Nave Di Teseo, 2026 - I Fari
Che cos'è, davvero, la poesia? Non solo regole, non solo forme. La poesia è un gesto, un ritmo, un modo di pensare il mondo attraverso le parole. Vittorio Sermonti accompagna il lettore nel cuore dell'arte poetica, con la sua capacità di trasformare la complessità di una tradizione millenaria in un'appassionante avventura letteraria. Per cercare di rispondere a una domanda tanto semplice quanto sfuggente, Sermonti segue l'evoluzione delle forme metriche italiane - dai primi cantori medievali fino ai poeti del Novecento, senza trascurare le premesse classiche - per mostrare come il verso non sia una gabbia, ma un organismo che respira seguendo ritmi, pause e ritorni che ne guidano il senso. Racconta così storie, esempi, scoperte, e si avvicina all'essenza del fare poetico con l'umiltà di un maestro ancora impegnato nell'infinita lezione a cui ha dato corpo e voce per tutta la vita. Ne nasce un libro unico, un invito ad ascoltare la poesia da vicino, a capirla nelle sue strutture e nei suoi segreti, ma soprattutto a lasciarsi educare dal suo passo, "musica in forma di parole". "La poesia, il poeta non se la inventa: la trova. La troverà nel pozzo di sé, dove l'identità profonda è così profonda che non si sa più di chi sia... ma la trova. Anche se trovarla, cioè snidare dal silenzio quell'unica voce che irrevocabilmente gli compete, può pretendere da lui una pazienza ossessiva e una scrupolosa maestria."