Libri di Salvatore Settis
Bibliografia di Salvatore Settis: tutti i libri in vendita online Conservazione dell’ambiente
Il mondo salverà la bellezza? Responsabilità, anima, cittadinanza Settis Salvatore - Ponte Alle Grazie, 2015
Oggi non basta più amare il prossimo, ma è necessario estendere il precetto evangelico a coloro che abiteranno il futuro, conservando per loro la Terra, custode e nutrice. Per rendere migliore il nostro presente, per costruire il futuro il nostro comandamento deve diventare: "Amerai la Terra come te stesso".
Contro il degrado civile. Paesaggio e democrazia Settis Salvatore - La Scuola Di Pitagora, 2012 - Assise. Quaedam
"Una quercia che cade fa molto rumore; ma una grande foresta cresce in silenzio". Questo proverbio cinese descrive bene lo scenario italiano che stiamo attraversando. Guardiamo increduli il crescente degrado delle nostre città e del nostro paesaggio, e ci sdegniamo ogni giorno per il cinismo dei (pochi) colpevoli, per l'indifferenza dei (molti) spettatori, per le alleanze e compromissioni di fatto fra chi devasta i nostri orizzonti di vita e amministratori pubblici di ogni livello e di ogni partito. E chi manifesta la propria indignazione viene spesso accolto da commenti infastiditi, accusato di inutile pessimismo, invitato a assegnarsi e a pensare ad altro. È vero il contrario: "sa indignarsi solo chi è capace di speranza" (Seneca). Ma se talora abbiamo la triste impressione d'esser rimasti soli a difendere i valori del paesaggio (e della Costituzione), è perché non sappiamo ascoltare l'inarrestabile fruscio della foresta che cresce.
Contro il degrado civile. Paesaggio e democrazia Settis Salvatore - La Scuola Di Pitagora, 2018 - Assise. Quaedam
"Una quercia che cade fa molto rumore; ma una grande foresta cresce in silenzio". Questo proverbio cinese descrive bene lo scenario italiano che stiamo attraversando. Guardiamo increduli il crescente degrado delle nostre città e del nostro paesaggio, e ci sdegniamo ogni giorno per il cinismo dei (pochi) colpevoli, per l'indifferenza dei (molti) spettatori, per le alleanze e compromissioni di fatto fra chi devasta i nostri orizzonti di vita e amministratori pubblici di ogni livello e di ogni partito. E chi manifesta la propria indignazione viene spesso accolto da commenti infastiditi, accusato di inutile pessimismo, invitato a rassegnarsi e a pensare ad altro. È vero il contrario: "sa indignarsi solo chi è capace di speranza" (Seneca). Ma se talora abbiamo la triste impressione d'esser rimasti soli a difendere i valori del paesaggio (e della Costituzione), è perché non sappiamo ascoltare l'inarrestabile fruscio della foresta che cresce.