Libri di Cur Shakespeare William Cozza
Bibliografia di Cur Shakespeare William Cozza: tutti i libri in vendita online Letteratura teatrale
Riccardo II. Testo inglese a fronte Shakespeare William Cozza A. (Cur.) - Garzanti, 2005 - I Grandi Libri
Riccardo II è il dramma della caduta di un re: un re che non domina ma subisce gli eventi, inetto al governo di un grande regno, del tutto privo di senso politico e abilità strategica; un monarca sordo alle istanze dei saggi consiglieri e succube di adulatori corrotti; un personaggio volubile, fantasioso, emotivo, i cui talenti sono quelli di un artista mancato; un uomo lacerato da un insanabile dissidio fra la propria realtà di individuo e il ruolo in cui la sorte l'ha imprigionato: quello di re per diritto divino. Nello scontro col suo antagonista, Henry Bolingbroke, l'«uomo forte», una sorta di principe machiavellico, duro, realista e senza illusioni, capace di cogliere al volo la fortuna e di farsela alleata, Riccardo è destinato a soccombere. La ragion di stato esige l'abdicazione e la morte del sovrano: l'unto del Signore si spoglia di ogni attributo regale, rinuncia alla sacralità della corona e, novello Cristo, affronta in solitudine il suo calvario.
Enrico VIII Shakespeare William Cozza A. (Cur.) - Garzanti, 2010 - I Grandi Libri
"Enrico VIII (1612-13)" - l'ultimo dramma di Shakespeare - segna il ritorno ai grandi temi della storia nazionale affrontati sin dagli anni d'esordio nelRe Giovanni e costituisce la più che degna conclusione della ricca stagione dei chronicle plays che trattano le vicende del regno inglese dal 1398 al 1521. Rappresentazione celebrativa della grandezza dell'Inghilterra, ha al centro la figura forte e vincente, ma anche tirannica e voluttuosa, di Enrico che vuole riaffermare l'autorità della corona e riscattarla dalle ingerenze della chiesa di Roma attraverso il divorzio da Caterina d'Aragona e le nozze con Anna Bolena. L'opera offre memorabili e nobili esempi di fermezza d'animo di fronte all'avverso destino e si chiude con fervidi accenti di patriottismo rievocando la nascita e il battesimo di Elisabetta, figlia di Enrico e sua erede al trono, di cui si profetizzano i futuri trionfi di gloria: un vero e proprio omaggio alla sovrana da poco scomparsa, che il pubblico di Shakespeare ricordava con orgoglio e nostalgia. Introduzione di Nemi D'Agostino Prefazione, traduzione e note di Andrea Cozza.
Enrico V. Testo inglese a fronte Shakespeare William Cozza A. (Cur.) - Garzanti, 2006 - I Grandi Libri
Con Enrico V, in cui celebra il vittorioso epilogo della guerra dei cent'anni contro la Francia, Shakespeare corona l'ambizioso disegno di consegnare ai posteri un secolo di storia inglese attraverso un ciclo di otto drammi senza soluzione di continuità. Scritta e rappresentata nel 1599, l'opera completa una tetralogia che comprende Riccardo II e le due parti di Enrico IV, e si ricollega, quale anello mancante, alle tre parti di Enrico VI e a Riccardo III. Se in altri drammi storici gli eventi bellici fanno da sfondo all'azione scenica, in Enrico V sono la sostanza stessa del racconto, che costringe a domandarsi: esiste un conflitto che possa dirsi giusto? Accanto all'epica delle sonanti disfide e delle bandiere al vento, Shakespeare rievoca la tragedia degli uomini costretti a combattere: fango e pioggia, fame e fatica, attese snervanti, miseria e squallore, spreco insensato di vite. La battaglia finale di Agincourt, momento culminante del dramma, è resa realisticamente in modo frammentato e confuso: nessuno capisce come veramente stiano andando le cose. Nemmeno il re, che non sa di aver vinto.