Libri di Cur Sicca
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Inventari e cataloghi. Collezionismo e stili di vita negli stati italiani di antico regime. Con DVD Sicca C. M. (Cur.) - Pisa University Press, 2014
Il volume analizza da diverse angolazioni gli inventari ed i cataloghi prodotti negli stati italiani di antico regime, e che da sempre costituiscono lo strumento primario per lo studio del collezionismo. Questi documenti, tuttavia, sono molto più di meri elenchi utili a tracciare il passaggio di opere da un proprietario all'altro. Lo stile in cui sono redatti, il vocabolario utilizzato, le diverse occasioni della loro produzione sono altrettante testimonianze dell'occhio dell'epoca e di stili di vita in trasformazione. Saggi di Alberto Ambrosini, Anna Maria Ambrosini Massari, Costanza Barbieri, Ilaria Bianchi, Antonella Capitanio, Anna Cerboni Baiardi, Maria Celeste Cola, Pasquale Focarile, Dalma Frascarelli, Francesco Freddolini, Antonella Gioli, Cristiano Giometti, Vasilij Gusella, Cecilia Mazzetti di Pietralata, Giovanna Perini Folesani, Manuel Rossi, Roberto Santamaria, Cinzia Maria Sicca. Allegato DVD contenente le trascrizioni dei documenti originali su cui si è fondata la ricerca degli autori.
Scultura a Pisa nell'età moderna. Le sepolture dei docenti dello studio. Ediz. illustrata Sicca C. M. (Cur.) - Plus, 2007 - Didattica E Ricerca
Detentori di un ruolo di primo piano nella società di antico regime, i docenti universitari costituirono una prestigiosa élite identificabile dall'abito, oltre che da altri privilegi a loro unicamente concessi. La morte era il momento di estrema visibilità di questa differenza sociale, e le leggi suntuarie prescrivevano tale eccezionale equiparazione di privilegi permettendo ai professori elaborati cerimoniali funebri e ricche sepolture, come solo cavalieri ed ecclesiastici potevano avere. A Pisa le sepolture dei professori formano un ricco patrimonio scultoreo diffuso negli edifici ecclesiastici cittadini, e culminante nel Camposanto monumentale e nella chiesa di San Frediano. A differenza di Padova e Bologna, a Pisa il desiderio di autocelebrazione dei committenti si coniugava alla disponibilità di artisti di primo piano e, significativamente, all'interesse che i granduchi costantemente nutrirono per coltivare l'immagine dello Studio e tramandare ai posteri la sua eccellenza. Specchio della cultura scientifica e artistica granducale, Pisa illustra attraverso i monumenti funebri dei suoi docenti la vitalità degli scultori che tra Quattro e Settecento avevano operato nei principali centri della penisola e permette di seguire, attraverso l'intersecarsi delle carriere di scultori e professori, delle affascinanti peregrinationes intellettuali e artistiche.