Libri di Sandro Siggia
Bibliografia di Sandro Siggia: tutti i libri in vendita online SCIENZE UMANE
Y Saigon 1972 Siggia Sandro M. - Rubbettino, 2010 - Storie
Y-Saigon 1972 - è il diario di un giovane diplomatico italiano - Y, in vietnamita significa italiano - alle prese con la sua prima sede all'estero, l'Ambasciata d'Italia a Saigon. Y non è un diario di guerra, descrive l'atmosfera surreale nella quale si viveva a Saigon nel 1972. Nonostante cruente battaglie si svolgessero a pochi chilometri dalla capitale, Saigon, fulcro della vietnamizzazione del conflitto, conservava una calma apparente vivacizzata dalla visita dei grandi nomi della politica americana e dalla presenza dei giornalisti più famosi tra i quali, Oriana Fallaci, Aldo-Rizzo, Tiziano Terzani, Corrado Pizzinelli, Marcello Alessandri, Giorgio Fattori, Egisto Corradi, e tanti altri. "Saigon negli ultimi anni di guerra poteva essere paragonata ad un grande circo equestre montato sull'argine malfermo di un fiume in piena. Da un momento all'altro tutto poteva essere travolto, ma in attesa dell'evento catastrofico il circo con i suoi clown, nani e ballerine continuava ad offrire un incessante spettacolo".
Il grande imbroglio. Il Risorgimento italiano Siggia Sandro - Mazzanti Libri, 2022
Ci hanno mentito, nella migliore delle ipotesi pro bono pacis, ma il "risorgimento", così come ci è stato tramandato, non è mai esistito. La legione compiacente degli storici, saliti sul carro del vincitore, ancor oggi ci parla di un glorioso "risorgimento", votato al successo, di guerre di indipendenza popolari, di una nazione fiera di aver guadagnato col sangue dei suoi martiri, l'unità della penisola. Un imbroglio, un vero imbroglio, ripetuto mille volte per placare gli animi, per dare un senso patriottico all'impresa, per paludare con i simboli della libertà, del riscatto politico, dell'unità, una conquista militare che costò lacrime e sangue. Questo imbroglio è all'origine del "difetto di patriottismo" che affligge da sempre il nostro paese e che ci spinge ad aver così poca considerazione per la classe politica che ci governa, così poca fiducia nella magistratura e così poco rispetto per le istituzioni che ci amministrano, considerate, spesso, avulse se non contrarie ai nostri stessi interessi.