Libri di Adriano Silingardi
Bibliografia di Adriano Silingardi: tutti i libri in vendita online Italia
Luoghi perduti. Ediz. illustrata Silingardi Adriano - Youcanprint, 2016 - Fotografia
Che grande soddisfazione fotografare Genova, i suoi tramonti, le strade, i carruggi, i forti, il mare e le nuvole. Questa è una città bellissima, è facile innamorarsi e perdersi in essa. Ma dietro le quinte, dove i turisti non arrivano, esiste un'altra dimensione, un mondo parallelo che ha pochi punti di contatto con l'altro. Qui sono i luoghi perduti. I punti più vulnerabili sono sempre le periferie, nate spesso con un destino segnato di bruttezza e abbandono. Non mancano però piccoli o grandi abissi neanche nei quartieri storici. Questi luoghi sfuocati sono diventati lo scenario di una lunga avventura visuale e umana, un viaggio a piedi in molte tappe per strade, sentieri, scalinate infinite che uniscono, o spesso dividono, zone della città che abitualmente non si parlano e non si conoscono. Il degrado e il dissesto urbano e sociale nascono in modi diversi, per ragioni diverse, spesso per interessi distorti, a volte solo per ignavia. In queste fotografie manca quasi del tutto la figura umana, non è una scelta stilistica ma la prova di come certi spazi allontanano le persone costringendole ai margini dell'immagine, non protagoniste ma ombre di passaggio.
La città invisibile. Una storia fotografica di via della Madre di Dio. Ediz. a colori Silingardi Adriano - Il Canneto Editore, 2018 - Galleria
In questo volume fotografico, delicato e insieme brutale, Adriano Silingardi restituisce a noi lettori una storia genovese dolorosa e da molti dimenticata, una storia che assomiglia a quella di tanti altri quartieri di altre città italiane, devastati da una speculazione edilizia che non guarda in faccia nessuno e che ancora oggi provoca angoscia e nostalgia ai pochi protagonisti di questa storia ancora in vita, ma non solo. Riportiamo alcuni stralci della presentazione dell'autore: «Non è facile parlare di via Madre di Dio, della sua storia, della sua fine e della sua nuova vita. Non è facile perché la sua storia è stata raccontata molte volte, la fine è stata un dramma per i suoi abitanti e una sconfitta per la città. [...] Per quelli troppo giovani per ricordare e per quelli che hanno ignorato o dimenticato, ho provato a descrivere con la fotografia il percorso di una piccola valle "fuori le mura" trasformata nei secoli in un quartiere immortalato da illustratori, pittori e fotografi, distrutto con la cattiveria che solo la sete di guadagno degli speculatori e l'indifferenza dell'opinione pubblica può scatenare, e infine risorta come agglomerato di architetture neo-brutaliste dalla vivibilità incerta. [...] I vecchi protagonisti degli sgomberi ormai sono anziani, moltissimi sono scomparsi, tutti i superstiti e i loro discendenti sono sparsi per la città. Hanno un attaccamento alle loro radici che appare incomprensibile in un mondo ormai veloce e superficiale, un amore sconfinato per un quartiere vissuto come un mondo felice».