Libri di Alberto Simoni
Bibliografia di Alberto Simoni: tutti i libri in vendita online Politica e governo
Ribelli d'Europa. Viaggio nelle democrazie illiberali da Visegrad all'Ucraina Simoni Alberto - Paesi Edizioni, 2022
C'è un posto nel cuore della Mitteleuropa che negli ultimi anni si è trovato al centro delle vicende politiche del Continente, un luogo simbolico dove la storia si intreccia oggi più che mai con l'attualità politica. Si chiama Visegrad. Da qui è partita la linea dura di Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia contro Bruxelles. Temi: migranti, giustizia e stato di diritto, budget e fondi europei, omosessualità, sino allo scontro sulla guerra in Ucraina. Il premier ungherese Viktor Orban - a lungo intervistato dall'autore nel saggio - guida il fronte di questi 4 Paesi che vogliono cambiare l'Ue, limitandone il raggio d'azione per custodire la sacralità della sovranità nazionale. Con prefazione di Paolo Valentino.
La corsa più lunga. Obama vs McCain: due visioni, una nazione Simoni Alberto Samples John - Lindau, 2008 - I Draghi
La corsa alla Casa Bianca resta uno degli esercizi più alti, complessi (e spettacolari) della moderna democrazia. Questo volume ha due anime: da un lato Samples spiega le regole e i meccanismi delle elezioni (dalla creazione del candidato al suo posizionamento nello schieramento di partito, dalle primarie alle votazioni finali), dall'altro Simoni racconta l'America che in questi mesi è andata alle urne, gli interessi in competizione, e conclude con un'analisi approfondita della storia e del profilo politico dei due sfidanti.
Cambio di rotta. La dottrina Bush e la crisi della supremazia americana Simoni Alberto - Lindau, 2007 - I Draghi
La campagna per la sostituzione del regime di Saddam Hussein rischia di tramutarsi nel Vietnam di George W. Bush. La guerra in Iraq avrebbe dovuto rappresentare l'attuazione della dottrina di sicurezza nazionale elaborata nei mesi successivi all'11 settembre, e imperniata sulla diffusione della democrazia in Medio Oriente. Invece la ricetta di Bush è rimasta impantanata fra il Tigri e l'Eufrate. Così l'America, distratta dal caos iracheno, si è trovata costretta a cambiare rotta: a cedere dapprima agli europei il bastone del comando sul dossier nucleare iraniano e quindi a rivedere la sua strategia nel Golfo. Il "fiasco" è figlio di una concezione radicale portata al Pentagono da Donald Rumsfeld: la convinzione che la guerra leggera e la tecnologia bastino per vincere i conflitti e assicurare la pace. E di un'errata comprensione della natura della battaglia che gli Stati Uniti sarebbero andati a combattere a Baghdad: un'azione di regime change, non un conflitto per ripristinare lo status quo. E nelle stanze del Pentagono quindi, e ancor prima che i soldati mettessero piede in Iraq, che è stata annacquata la "Dottrina Bush". Che resta un'idea fortemente americana e ben radicata nella tradizione nazionale.