Libri di Cur Sioli
Bibliografia di Cur Sioli: tutti i libri in vendita online EUROPA
War Hawks. Gli Stati Uniti e la guerra del 1812 Sioli M. (Cur.) - Franco Angeli, 2019 - La Società Moderna E Contemp. Anal.Contr.
Nel giugno 1812 gli Stati Uniti, sotto la guida del presidente James Madison, stupirono il mondo dichiarando guerra alla Gran Bretagna. Quali che fossero i motivi che portarono a questa difficile decisione, considerata l'impreparazione di una nazione ancora sprovvista di un effettivo esercito permanente, apparve palese che nella politica americana erano emersi dei falchi della guerra - War Hawks - in grado di orientare l'opinione pubblica e le scelte dell'amministrazione. Qual è stato il ruolo degli War Hawks nell'influenzare la dichiarazione di guerra? Quale fu il ruolo della stampa, che già appare in questi anni come quarto potere? Quali furono gli scenari geopolitici e gli interessi espansionistici della giovane repubblica? Quali nuovi politici emersero con la guerra? Quale fu il ruolo di coloro che si impegnarono per risolvere pacificamente il conflitto che si concluse con il trattato di Gand nel dicembre 1814? Su queste e altre questioni si interrogano dieci studiosi americani e italiani, esperti affermati e giovani ricercatori. Il loro lavoro riporta l'attenzione su una guerra che viene ricordata nei libri di storia con difficoltà e solo come scontro per la difesa degli interessi marittimi, laddove, invece, si presentavano già in nuce espressioni intense di patriottismo e la spinta espansionistica che, di lì a qualche decennio, avrebbe portato gli Stati Uniti a conquistare i territori messicani. Contributi di: Luigi Marco Bassani, Deborah Besseghini, Matteo Casiraghi, Paul Finkelman, Giandomenico Iachini, Ginevra Paparoni, Marco Sioli, Andrew Spannaus, Scott Manning Stevens e Alan Taylor.
La parabola di Ronald Reagan. Da Hollywood all'ascesa dei Neoconservatori Sioli M. (Cur.) - Ombre Corte, 2008 - Americane
Attraverso lo sguardo originale di undici autori, il volume si propone di ripercorrere la carriera di Ronald Reagan a partire dal suo ruolo di attore hollywoodiano negli anni del maccartismo e dal suo impegno come promotore della destra conservatrice. Sotto la lente d'ingrandimento vengono posti in particolare i due mandati presidenziali, la sua figura di leader della "maggioranza silenziosa" e la sua abilità nel comunicare all'americano medio i messaggi cruciali per raggiungere il successo politico: dall'invenzione di un nemico esterno, alla necessità di ridimensionare l'intervento dello stato nella società. Ma il volume ne segue la parabola fino alla morte e ai funerali che, trasformati in eventi pubblici intesi a riavvicinare i due principali schieramenti politici, si presentarono come l'ultima espressione di una strategia mediatica vincente. Appare così in tutte le sue sfaccettature il "reaganismo": una filosofia politica che se a molti è sembrata più convincente nel lungo periodo, tanto da creare i presupposti per l'ascesa dei neoconservatori e portare alla vittoria elettorale di George W. Bush, ad altri è parsa come una minaccia per la democrazia rappresentativa voluta dai padri fondatori della nazione americana: non più un governo del popolo per il popolo, ma un governo delle corporations per i più ricchi attraverso il controllo dei media, la manipolazione dell'opinione pubblica e un uso spregiudicato e ideologico della nuova destra religiosa.