Libri di Dava Sobel
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Nel laboratorio di Marie Curie. Come la scoperta del radio ha illuminato la strada alle donne della scienza Sobel Dava - Rizzoli, 2025 - Saggi Stranieri
«Ancora oggi, a quasi un secolo dalla sua morte, Marie Curie rimane l'unica scienziata donna che la maggior parte delle persone sa nominare» scrive Dava Sobel all'inizio di questa luminosa biografia. Nelle foto di gruppo scattate ai maggiori convegni scientifici internazionali, per decenni quello di Marie Curie è stato il solo volto femminile. È stata la prima donna a ricevere un Nobel (per la Fisica, vinto con il marito Pierre nel 1903) e la prima persona in assoluto a vincerne due (nel 1911 le fu assegnato quello per la Chimica). La strada per giungere fino a lì, però, non è stata certo agevole per Maria Salomea Sklodowska, sin da quando fu costretta a lasciare la nativa Varsavia per trasferirsi in Francia e potersi iscrivere all'università. A Parigi conobbe il grande amore, il fisico e matematico Pierre Curie, con cui per tanti anni condivise ricerche e traguardi. E, dopo la sua prematura scomparsa, prese il suo posto come docente di fisica alla Sorbona e come direttrice del laboratorio Curie. Crebbe da sola due figlie brillanti, strinse un'amicizia speciale con Albert Einstein e altri luminari della fisica del XX secolo e, durante la Prima guerra mondiale, si adoperò come radiologa al fronte, pattugliando i campi di battaglia a bordo di vetture speciali dotate di apparecchiature a raggi X, soprannominate ""petites Curie"". Una mente così brillante non poteva fare a meno di attirare numerose giovani donne di talento, aspiranti chimiche e fisiche provenienti dall'Europa orientale, dalla Scandinavia, dalla Russia, dalla Gran Bretagna e persino dal Canada: a tutte loro, Marie insegnò a credere nelle proprie capacità e a dedicarsi con determinazione alla carriera scientifica. Con il talento narrativo che la contraddistingue, Dava Sobel racconta Marie Curie attraverso una lente unica, quella delle donne che in qualche modo sono diventate la sua eredità: dalla francese Marguerite Perey, che ha scoperto l'elemento francio, alla norvegese Ellen Gleditsch, fino a Irène, figlia maggiore di Marie e Pierre, vincitrice del premio Nobel per la chimica nel 1935.
La figlia di Galileo. Una storia di scienza, fede e amore Sobel Dava - Rizzoli, 2012 - Bur Saggi
Nel momento più straordinario e tragico della propria esistenza - quello delle scoperte, del processo, della prigionia e dell'abiura - Galileo non era solo; a condividerne grandezza e tormento c'era la figlia maggiore: suor Maria Celeste, una monaca di clausura. Dava Sobel ricostruisce una vicenda apparentemente paradossale, in cui padre e figlia sembrano schierati con le parti avverse di un epocale conflitto culturale. E, contemporaneamente, la scrittrice disegna il quadro complesso della quotidianità agli albori dell'era moderna: il lusso delle corti, il dramma della peste, il fermento culturale e le devastazioni della guerra. Al centro di questo affresco stanno le lettere tenere, appassionate, commoventi di suor Celeste al padre; una corrispondenza che ha aiutato Galileo a ritrovare la difficile armonia tra verità scientifiche e fede, e che oggi grazie al lavoro di una grande divulgatrice ci restituisce l'avventura umana e intellettuale di due personalità d'eccezione.