Libri di narrativa classica prima del 1945
Opere di narrativa classica antecedenti al 1945
La giovinezza di Martin Birck Söderberg Hjalmar Ciaravolo M. (Cur.) - Iperborea, 2024 - Gli Iperborei
Stoccolma, fine Ottocento: Martin Birck è un bambino che ama la sua famiglia, beneducato e gentile. Ma è già diverso dagli altri: sta spesso in disparte, vive nei sogni e nell'immaginazione, ha sempre nostalgia dell'altrove, a Natale dell'estate, in estate della neve e della magia del Natale. Passano gli anni e Martin è un ragazzo diplomato che spera di diventare un poeta e si augura un amore infelice e un posto all'Accademia Svedese, o di vivere da eremita e scrivere per aprire gli occhi all'umanità sul senso della vita e la verità. Ma qual è la verità? Martin la cerca mentre tenta di partecipare ai rituali dei suoi compagni borghesi: un lavoro nella pubblica amministrazione, le serate all'opera, le bevute al bar. Ma «cosa ne abbiamo fatto della vita?» si ripete. Come può trovarsi a suo agio in una società in cui le donne sono represse, costrette a proteggere la loro «virtù» o a macchiarsi della sua perdita, con la compiacenza dei gentiluomini? E come può credere nello stesso dio di sua madre, tutore dell'ordine borghese, e nel suo «cristianesimo per tradizione e consuetudine»? Con grande sensibilità lirica e sottile ironia, Hjalmar Söderberg tratteggia un personaggio che sente lo stesso scollamento tra l'io e la vita di Niels Lyhne di Jacobsen e Malte Brigge di Rilke, in un classico assoluto del Novecento scandinavo. Martin Birck è un rispettabile cittadino, ma anche un femminista ante litteram, un ateo sofferto, un poeta talentuoso eppure mai pubblicato. Finché non scoprirà una possibile felicità minore, da vivere in clandestinità nelle notti di Stoccolma, perché forse solo fuori dalle gabbie delle convenzioni e del perbenismo si trova la vita vera.
Il disegno a inchiostro e altri racconti Söderberg Hjalmar - Lindau, 2015 - Senza Frontiere
Una giovane donna cerca ostinatamente un senso nascosto in quello che è invece soltanto il disegno di un paesaggio. Così si comporta ogni uomo - sembra suggerire Hjalmar Söderberg nel primo dei racconti di questa raccolta - quando vuole a ogni costo scorgere un significato nell'esistenza che gli è toccata in sorte. Proprio il tema dell'assurdità della vita, della grottesca gratuità degli avvenimenti che la compongono, dell'assoluta inanità dei sentimenti che la abitano è il motivo ricorrente di queste pagine, a cui l'originaria destinazione giornalistica nulla toglie in suggestione e al contrario molto aggiunge in incisività, divertito gusto del dettaglio umoristico e leggerezza ironica.
Smarrimenti Söderberg Hjalmar - Lindau, 2015 - Senza Frontiere
Già con questo suo primo romanzo Hjalmar Söderberg suscitò scandalo, guadagnandosi la fama di scrittore cinico e in qualche modo sovversivo. A distanza di più di un secolo dalla pubblicazione, rileggendo queste pagine che restano tra le più belle della letteratura a cavallo del secolo, riesce però difficile credere che una storia di giovanili sviamenti - raccontati senza indulgere a facili moralismi, ma anche senz'ombra di compiacimento - potesse suscitare reazioni tanto violente. Non si fatica invece a pensare che l'accanimento dei critici fosse piuttosto sollecitato da un altro aspetto dell'opera, che ancora oggi provoca, se non scandalo, certo disagio e forse sgomento. Ed è l'acuta e netta percezione del grande vuoto che circonda l'uomo, della sua solitudine senza possibile redenzione di fronte all'esistenza e agli interrogativi che essa pone; come se fosse in viaggio, in una terra incognita, senza mappe e strumenti di orientamento, e neppure mete che valga la pena di raggiungere.