Libri di Giulia Sommariva
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La via dello zucchero. Borghi feudali dalla Valle dell'Eleuterio alla Valle dell'Imera Sommariva Giulia - Kalós, 2011 - Lingua Madre
Da valle a valle, dall'Eleuterio all'Imera. Un solo, esteso territorio legato da un unico filo conduttore - la genesi feudale, la forte vocazione agricola e industriale (per l'attività dello zucchero e delle tonnare) e un paesaggio culturale omogeneo fatto di torri, masserie, tonnare e castelli, nonostante il variegato corso degli eventi storici e l'evoluzione delle colture che col tempo hanno trasformato il territorio passando dalla canna da zucchero, ai cereali, alla viticoltura, agli agrumi. Una prospettiva nuova, diversa. Non più storia di singole comunità municipali dissociate dal territorio ma un territorio che diventa memoria collettiva e protagonista della sua storia. Le dieci comunità che hanno connotato le tappe della via dello zucchero, configurandosi pure come significativi esempi di vita feudale nel passaggio da borghi a città, oggi costituiscono centri minori dell'hinterland palermitano, località che, nonostante un notevole patrimonio di testimonianze monumentali e artistiche, restano tuttavia ai margini di un turismo che non le conosce e quindi le ignora. Questo libro vuole proporsi come rinnovamento della memoria, strumento di conoscenza per scoprire una serie di itinerari che ben riassumono nel loro insieme il ruolo rivestito in passato dal territorio. Vuole essere un contributo di rivalutazione culturale per le dieci comunità interessate, occasione per divulgare le loro risorse, e, nello stesso tempo, suscitare nel lettore il desiderio di conoscere da vicino i luoghi descritti.
Bagaria. Il territorio e le ville. Ediz. illustrata Sommariva Giulia - Flaccovio Dario, 2009
Secondo alcune fonti, il latino Baiharia, in dialetto Baaria, deriva dal fenicio Bayharia cioè "zona che discende verso il mare". Altri lo fanno derivare da Baccaria o Vaccaria perché l'area veniva utilizzata per allevamenti di bovini. Presso i punici Bahria significava "presagio di bonaccia". Fonti ritenute più attendibili affidano l'etimologia di Bagheria all'arabo Bab el Gerib "porta del vento". Abbiamo ritenuto corretto intitolare "Bagaria" quest'opera perché così fu chiamata la città quando iniziarono a posare i primi mattoni, nel 1500, là dove spiccava un'alta torre che serviva solo per avvistare i pirati e dove, dopo quasi un secolo, apparve la splendida e ancora intatta villa Valdina (in copertina). Un "millennio di foresta silenziosa" e secoli di trasformazioni del paesaggio: questo il tempo che dà la misura della ricchezza del territorio di Bagheria nel corso della storia. Ma non basta questo dato a esaurire la straordinaria importanza e la bellezza dei luoghi che hanno incantato nobili e intellettuali, artisti e visitatori. Una panoramica completa sulla terra che ha dato i natali, tra gli altri, a Guttuso e a Buttitta, a Tornatore e a Dacia Maraini. Il volume contiene le fotografie di Andrea Ardizzone.