Libri di Cristina Soraci
Bibliografia di Cristina Soraci: tutti i libri in vendita online Storia antica: fino al 500 d.C.
La Sicilia romana. Secc. III a.C.-V d.C. Soraci Cristina - Carocci, 2016 - Studi Storici Carocci
Offuscata dal contrasto con gli splendori dell'età greca, l'epoca romana in Sicilia è apparsa per secoli una lunga parentesi di decadimento. Attraverso la testimonianza delle fonti antiche - testi scritti, ma anche monumenti, epigrafi, monete -, rilette alla luce dei più recenti studi, il volume offre, invece, un volto nuovo dell'isola, quello di provincia politicamente periferica, ma socialmente e culturalmente vivace, economicamente promettente e immancabilmente sfruttata. La Sicilia, "romana" solo dal punto di vista politico, era in realtà un coacervo di popoli, culture, tradizioni; l'incontro fra di essi, iniziato già prima della conquista romana e spesso tradotto in scontri aperti, aveva dato vita nell'isola a una società "interculturale", in cui la coesistenza e la mescolanza tra le stirpi avevano apportato vari benefici, non ultimo quello di predisporre in modo particolare gli abitanti al contatto (pur non scevro da atteggiamenti di diffidenza e sospetto) con il "nuovo" e il "diverso". Dalla storia della Sicilia romana, dunque, un monito e un invito: la diversità, se opportunamente valorizzata, può costituire una ricchezza e un'inesauribile risorsa.
Sicilia frumentaria. Il grano siciliano e l'annona di Roma Soraci Cristina - L'erma Di Bretschneider, 2011 - Saggi Di Storia Antica
Sicilia frumentaria. Il grano siciliano e l'annona di Roma - L'Erma di Bretschneider
Patrimonia sparsa per orbem. Melania e Piniano tra erranbondaggio asceticio e carità eversiva Soraci Cristina - Bonanno, 2014 - Analecta Humanitatis
Nel primo decennio del V secolo d.C., mentre la stabilità politica, militare ed economica della pars Occidentis appariva sempre più compromessa, Melania e Piniano, due coniugi che, per ricchezza e nobiltà di natali, avevano pochi rivali in tutto l'impero, decisero di vivere in continenza e di dedicarsi alla preghiera. In un primo momento, trasformarono alcune loro proprietà in luoghi di ritiro spirituale e le abitarono alternatamente, attuando quella che è stata definita una sorta di "errabondaggio ascetico"; successivamente, vollero spogliarsi dei loro innumerevoli beni per raggiungere la perfezione evangelica (Mt. 19.21): vendettero così quasi tutte le tenute sparsae per orbem, offrendone il ricavato in beneficenza; in un solo caso, donarono alle chiese i possedimenti con le relative rendite. Partirono poi alla volta della Terrasanta, meta prediletta di pellegrini e asceti, dove conclusero la loro esistenza terrena.