Libri di Davide Sparti
Bibliografia di Davide Sparti: tutti i libri in vendita online SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
Epistemologia delle scienze sociali Sparti Davide - Il Mulino, 2002 - Saggi
Muovendo dalla celebre disputa sul rapporto fra scienze della natura e scienze dello spirito, il volume fornisce una mappa per accostarsi alle diverse prospettive della riflessione sui presupposti teorici delle scienze sociali. L'autore non si limita ad una semplice presentazione, ma valuta anche l'impianto concettuale e le difficoltà di ciascun orientamento epistemologico considerato.
Epistemologia delle scienze sociali Sparti Davide - Carocci, 1995 - Studi Superiori
Muovendo dalla disputa concernente il rapporto fra "scienze della natura" e "scienze dello spirito", il volume si propone di fornire una mappa per orientarsi fra le diverse prospettive che incrociano il campo della riflessione sui presupposti concettuali delle scienze sociali. A tal fine, l'esame di ciascun orientamento teorico considerato si articola seguendo uno schema comune che traccia, su un preciso sfondo storico, le caratteristiche fondamentali dei paradigmi di riferimento.
Il gusto esteso. I vini naturali tra territorio, singolarità e degustazione Sparti Davide - Deriveapprodi, 2026 - Habitus
Perché si assaggia vino? Per riconoscerne il profilo sensoriale e compilare schede di valutazione organolettica? Invece della descrizione corretta del vino, perché non creare uno spazio più consono a parlarne? Il gusto esteso racconta come il vino naturale, esito espressivo di processi spontanei, invitano a rivedere - a estendere - la grammatica degustativa e la maniera in cui ci si rapporta al vino. Pur prendendo le mosse da una ricerca etnografica su un dominio puntuale come quello del vino naturale, questo libro si smarca dal mondo compilativo delle guide offrendo una riflessione ad ampio raggio sulla questione del gusto, nei suoi risvolti non solo filosofici ma pure sociopolitici, e si confronta criticamente con aspetti oggi al centro del dibattito culturale quali lo sfruttamento compulsivo di territori o l'ambigua collocazione del gusto nel mondo edonistico dei consumi. Una controstoria del vino, nella quale si giudicano i vini (naturali) non in base a criteri di stile - tipicità, fedeltà al disciplinare - ma in rapporto alla vitalità di quel che si degusta.