Libri di Gigi Speroni
Bibliografia di Gigi Speroni: tutti i libri in vendita online Storia d'Italia
Mussolini deve morire. Dicembre 1944 quando Giovanni Pesce tentò di uccidere il duce Speroni Gigi - Mimesis, 2025 - Mimesis
Dicembre 1944. Milano è una città piegata dai bombardamenti, avvolta dal gelo di un inverno spietato, affamata di pane e di speranza. Il fascismo, ormai agli sgoccioli, si arrocca nell'illusione di un ultimo colpo di coda capace di ribaltare le sorti di un conflitto già deciso. In questo scenario, Mussolini, ormai commissariato dai nazisti, compie un gesto disperato: lascia il rifugio sicuro sul lago di Garda e torna nel cuore della città. La sua apparizione al teatro Lirico, tra una folla sorpresa e smarrita, ha il sapore di un'ultima, vana messinscena. Ma la storia ha già scritto il finale. Il suo colpo di teatro è solo l'ultimo atto prima della fine. Pochi mesi dopo, Hitler si suiciderà nel bunker di Berlino e lui sarà catturato e fucilato a Dongo, nell'aprile del 1945. Eppure, il destino avrebbe potuto prendere un'altra piega. Giovanni Pesce, nome di battaglia "Visone", comandante dei Gruppi di Azione Patriottica, aveva progettato di colpirlo proprio a Milano, in quei giorni d'inverno. E cosa sarebbe successo se l'attentato fosse riuscito? Questa è la cronaca di un'azione mai compiuta, immersa nel contesto feroce e lacerato in cui maturò: un mondo di spie, doppiogiochisti e traditori, ma anche di uomini e donne pronti a morire per un ideale. Prefazione di Antonio Scurati. Postfazione di Matteo Speroni.
L'attentato a Togliatti Speroni Gigi - Mursia, 1999 - Gli Anni Della Repubblica
Il 14 luglio 1948, alle ore 11.30, Togliatti cade a pochi metri da Montecitorio, ferito da tre colpi di pistola. Il libro descrive l'attentato a Togliatti, il ritratto dell'attentatore, la degenza ospedaliera della vittima, i disordini di quei giorni e il bilancio politico che se ne trasse. Il momento storico è di grande importanza e consente suggestivi agganci col presente. L'attentato rappresentò la coda avvelenata della contrapposizione frontale e durissima della campagna elettorale dell'aprile del '48, di cui quest'anno ricorre il cinquantenario.