Libri di narrativa e argomenti correlati
Opere di narrativa e argomenti correlati
Nell'immensa città mia, la notte Stanchina Gabriella - Segmenti, 2019 - Fuori Collana
Questo romanzo autobiografico, che prende il titolo dal verso di una poesia di Marina Cvetaeva, poetessa geniale e sofferente che fino alla morte ha lottato contro la "belva acquattata nel folto", è ambientato in una clinica circondata dalla campagna. In questo microcosmo asettico raccolto intorno a un giardino, la protagonista, ricoverata per una grave forma di depressione, racconta in prima persona il percorso che dall'inferno della malattia la conduce verso l'inaspettata salvezza, restituendole una comprensione nuova del mistero della vita. Il romanzo è scandito dalle diverse fasi dell'itinerario terapeutico, i farmaci, l'ipnosi, l'elettroshock e dagli intensi colloqui della protagonista con gli altri pazienti della clinica, un'umanità il cui travaglio e la cui ricchezza è spesso confinato nel silenzio.
Ufficio mondi smarriti Stanchina Gabriella - Robin Edizioni, 2007 - I Libri Bianchi
Ufficio mondi smarriti - Robin Edizioni
Nell'immensa città mia, la notte Stanchina Gabriella - Psiconline, 2014 - A Tu Per Tu
Il romanzo è ambientato in una clinica circondata dalla campagna. In questo microcosmo raccolto intorno a un giardino, l'autrice, ricoverata per una grave forma di depressione, racconta il percorso che dall'inferno della malattia la conduce verso la salvezza, restituendole una comprensione nuova del mistero della vita. E anche nell'avveniristica città notturna, che le appare sempre in sogno, un giardino segreto inizia a germogliare. "Ci sono forze in noi più antiche dell'umano. Macchine per uccidere che devastano la nostra mente. Deserti che crescono e circondano la fragile cinta di mura che abbiamo eretto intorno al nostro giardino. Eppure, in un modo enigmatico e terribile, anche loro ci sono madri, anche da loro dobbiamo rinascere. E se qualcosa dell'umano è degno di resistere di fronte all'eterno, se c'è qualcosa che per un breve istante lo rende smisurato come le galassie, è questa capacità di chiamare madre ciò che lo distrugge e accettare di morire per rinascere ancora. Sarò sempre cittadina di due città, sempre sospesa sull'orlo del mondo, con le torri alle mie spalle e il deserto di fronte a me. A volte guardo le cose che mi circondano e so che non sono reali, che tutto sarà cancellato, come impronte di gabbiani sulla sabbia. So che la vita è un'illusione. Ma un'illusione bellissima, ed è tutto ciò che abbiamo."