Libri di Cur Strinati

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LIBRO   9788836814473

Guida ai luoghi degli Etruschi Strinati C. (Cur.)   -  Passigli, 2007

Gli etruschi si stanziarono in Etruria (regione tra il Tevere a sud, l'Arno a nord, l'Appennino a est, il Tirreno a ovest), in Campania e nella Valle Padana. All'inizio dell'Età del Ferro, cui risalgono le testimonianze della cultura cosiddetta villanoviana, organicamente parte di quella etrusca, non esistevano un governo centrale, una legislazione univoca né confini ben stabiliti. Fin dalle prime manifestazioni, la cultura etrusca appare distinta da quella greca, da cui subì profondi influssi, e da quella romana che invece dagli etruschi assorbì tradizioni e costumi. Alla fine dell'VIII secolo a.C. si assiste a un progressivo cambiamento sociale, con il formarsi di ricche aristocrazie che nel secolo successivo manifesteranno la loro prosperità con tombe ricoperte da tumuli monumentali. È il periodo detto "orientalizzante" per le forti influenze culturali provenienti dal Mediterraneo orientale, documentate dalle importazioni di manufatti in ceramica e metallo e dalle imitazioni locali in area italica delle forme, della sintassi ornamentale e del repertorio figurativo. La ricchezza dell'Etruria derivava anche da giacimenti minerari che favorirono la crescita economica e culturale. Al termine del VII secolo a.C. si formarono poli urbani a dominio del panorama costiero, che in breve periodo raggiunsero notevole estensione. Questo momento prelude al periodo conosciuto come "arcaismo" (fine VII - metà V secolo a.C). L'organizzazione in città-stato, guidate da gruppi aristocratici, comportò lo i

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LIBRO   9788849820010

Francesco Cozza (1605-1682). Un calabrese a Roma tra classicismo e barocco. Catalogo della mostra (Roma, 24 gennaio 2007-13 gennaio 2008). Ediz. illustrata Strinati C. (Cur.)  Vodret R. (Cur.)  Leone G. (Cur.)   -  Rubbettino, 2007  -  Varia

Il ruolo degli artisti cosiddetti "minori" è util per la comprensione di fenomeni complessi e getta una nuova luce sulla visione d'insieme di importanti momenti storici. In questa ottica si può ben inquadrare l'opera di un pittore come Francesco Cozza, artista eccellente ma anche uno studioso e conoscitore di pittura di grande fama. Fu, in giovinezza, allievo del Domenichino e indubbiamente qualcosa dello stile dell'insigne maestro bolognese rimane sempre latente nella sua produzione. Ma, il suo gusto per il paesaggio, l'amore per l'immagine femminile, la delicata propensione per le storie della vita della famiglia, il soave e composto atteggiamento verso le figure sacre e le allegorie profane ne fanno un pittore unico e inconfondibile. L'insieme della sua opera rappresenta bene un aspetto cruciale della presenza della scuola del meridione d'Italia a Roma. Autentico gentiluomo della pittura, Cozza mantiene vivo un modo di fare arte che giunse ad influenzare profondamente le generazioni successive.

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