Libri di Hippolyte Taine
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Viaggio in Italia. Roma Taine Hippolyte Donatelli B. (Cur.) - Artemide, 2021 - Proteo
Quando, nel febbraio 1864, Taine arriva a Roma, si trova di fronte una città dalle tonalità contrastanti. Centro del potere spirituale, ma ancor di più di quello politico, che afferma ogni giorno il suo predominio, anche culturale, sui comportamenti e la mentalità dei suoi cittadini, la città eterna si offre, in tutte le sue sfaccettature, allo sguardo di un viaggiatore non soltanto interessato al suo indiscutibile patrimonio artistico, ma anche intenzionato a comprenderne le implicazioni ideologiche e le dinamiche sociali. Con l'acume di chi sa osservare l'uomo nel suo ambiente, Taine restituisce al lettore un resoconto critico e storico che, incentrato su un presente per lui indissociabile da una ricostruzione del passato, si focalizza, di volta in volta, sul tessuto urbano, sugli elementi architettonici, sulle opere d'arte e sul vissuto dei suoi abitanti. Ne emerge una visione nuova e moderna che, rifiutando gli stereotipi dell'immaginario romantico, si traduce nell'inconsueta raffigurazione di una Roma percepita nella sua struttura multipla e stratificata.
Viaggio in Italia Taine Hippolyte - Aragno, 2003
Viaggio in Italia - Aragno
Venezia 1864 Taine Hippolyte Cecchini C. A. (Cur.) - Sacco, 2011
Hippolyte Adolphe Taine (Vouziers 1828 - Parigi 1893), è stato critico letterario, storico e filosofo francese. Autore, fra l'altro, del "Viaggio in Italia", fu fecondo studioso di tutte le tendenze letterarie e filosofiche del XIX secolo, lasciando una profonda traccia nella cultura francese ed europea. Nel 1878 corona il sogno di essere inserito fra i componenti dell'Académie Française. Attento studioso delle varie correnti letterarie e filosofiche, è considerato un maître - à - penser della fine dell'Ottocento. Il testo qui riportato fa parte di un più vasto "Voyage in Italie" che apparve edito presso Hachette nel 1866. È il 1864, vigilia della Terza Guerra d'Indipendenza, e l'occhio acuto dell'autore coglie i fermenti della popolazione veneziana, stanca d'essere umiliata da un asservimento non più tollerabile.