Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Arena Tassini Francesca - Zona 42, 2025 - I Nodi
Nell'arena andrà in scena Anubis il Re, un'opera mastodontica dedicata al dio egizio. Ad allestire lo spettacolo sono chiamate decine di persone. Tra tutte, la prima ad arrivare è la squadra di Sputo e dei suoi colleghi facchini. Per molti di loro sbagliare la commessa può significare perdere il posto. Sono abituati a lavorare senza alcun orario né pausa, ma questa volta le cose partono subito male: giunti all'arena trovano Rachele ad aspettarli. Forti della convinzione che "nei cantieri come sulle navi le donne portano male", appena le cose cominciano ad andare storte gli uomini della squadra trovano il loro capro espiatorio. Mentre fuori il mondo sembra annegare in un terrificante silenzio, il clima impazzisce e strane bestie appaiono tra le quinte dell'arena, l'antico teatro romano stringe la squadra in un abbraccio che somiglia troppo a una morsa. Sputo dovrà scegliere se stare dalla parte degli uomini, con il loro cameratismo e le superstizioni in grado di uccidere, oppure immergersi in quel mondo vibrante di vita e di morte che sembra emergere tra le antiche pietre dell'arena.
Come mosche nel miele Tassini Francesca - Solferino, 2019 - Narratori
Il gruppo era una specie di madre adottiva che accoglieva qualsiasi bastardo: tossici, gente di strada, ragazzini scappati di casa, matti, quelli veri.» E quando Francesca entra nel gruppo, sa bene che ne verrà plasmata. Ma non sa fino a che punto. È la metà degli incerti, liquidi anni Novanta e loro sono Massi il punk e Rame il nichilista, e poi Andrè, Alex, Pallina, la Lele, il Bergo e gli altri, giovani che vivono la città come uno scrigno di trasgressioni. Le notti buttate in uno squat di periferia e i giorni di scuola saltati, i pomeriggi che vanno in fumo nel parco e i treni presi senza biglietto per i rave fuori città... Poi, la prima boccetta di popper, la prima striscia di cocaina. Presto, troppo presto, il primo buco di eroina e la storia prende colori diversi, le amicizie si tendono e si sfilacciano e le avventure diventano più pericolose, tra la «fabbrica dello spaccio» dei Russi, le retate della polizia, la complicità al veleno dei pusher, il trauma dei tentativi di disintossicazione. I ragazzi cominciano a cadere come mosche, nella risata indifferente della notte. Ma Francesca tiene viva una scintilla, un piccolo nucleo di salvezza, un pensiero: uscirne si può. E chi ce la fa, ce la fa alla grande.