Libri di Luca Tedesco
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L'America a destra. L'antiamericanismo nella stampa neofascista dal Patto Atlantico alla seconda guerra del Golfo Tedesco Luca - Le Lettere, 2014
Il volume illustra le diverse anime dell'antiamericanismo neofascista italiano: da quello delle origini, in cui prevalenti sono l'intonazione nazional-patriottica e il rifiuto sdegnato del Trattato di Pace, a quello degli anni Sessanta e Settanta, quando il fascismo storico viene indicato come modello di nazionalismo "popolare" e "rivoluzionario" cui le ex colonie europee avrebbero dovuto ispirarsi per sfuggire agli imperialismi americano e sovietico. La Nuova Destra, invece, avrebbe inserito l'antiamericanismo in un più ampio discorso culturale antioccidentalista e antiuniversalista mentre la corrente giovanile rautiana degli anni Ottanta, nella battaglia volta a contendere alla sinistra i consensi nel mondo giovanile, si distinse nella delegittimazione dell'antiamericanismo del Pci, accusato di partecipare dello stesso humus culturale materialista e 'sviluppista' d'oltreoceano. In seguito, poi, al naufragio dell'antiamericanismo missino in occasione dell'adesione di Rauti all'intervento internazionale contro l'Iraq, quella bandiera, funzionale al discorso nazional-identitario, sarebbe divenuta appannaggio di cerchie e correnti politico-culturali sempre più ristrette.
La crisi «fin de siècle». I liberisti italiani e il modello britannico Tedesco Luca - Le Monnier, 2019 - Quaderni Di Storia
Sul finire dell'Ottocento nell'opinione colta italiana iniziò a dissolversi il convincimento di poter trapiantare nel nostro paese il sistema politico-istituzionale britannico. Gli intellettuali, perlopiù economisti, che si riunirono attorno al «Giornale degli economisti», insieme a poche altre personalità come Luigi Einaudi e Giorgio Arcoleo, furono tra i pochi a ritenere praticabile tale esperimento e a proporlo come via d'uscita non autoritaria alla crisi di fine secolo. In tale battaglia politica, essi avrebbero veicolato un'immagine della Gran Bretagna che andava ormai scolorendo, cristallizzata nella stagione gladstoniana e ancorata a una visione minimale delle funzioni dello Stato. La non piena comprensione del progressivo avvicinamento del modello politico e amministrativo d'oltremanica a quello dei principali Paesi dell'Europa continentale costituì peraltro una felice circostanza nella misura in cui ebbe l'effetto di agevolare la difesa delle libertà statutarie.