Libri di Vito Teti
Bibliografia di Vito Teti: tutti i libri in vendita online Folklore, miti e leggende
Il vampiro e la melanconia. Miti, storie, immaginazioni Teti Vito - Donzelli, 2018 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
«I vampiri, assumendo connotati diversi, ritornano, prima o poi. Anche i libri sui vampiri - così sperano i loro autori - hanno una qualche possibilità di ritornare, di non morire». Così Vito Teti introduce il ritorno di questo libro in una nuova edizione completamente rivisitata, a chiudere idealmente quel «trittico della melanconia» che comprende Il senso dei luoghi e Quel che resta. Ma ogni ritorno è anche una novità, e così è per questo saggio, che si arricchisce di un ampio capitolo e di un ricco apparato iconografico che segue l'immaginario del revenant nelle sue rappresentazioni antiche e declinazioni contemporanee. La figura del vampiro offre elementi di riflessione per approfondire il passaggio del mondo occidentale alla modernità. Se, nelle società tradizionali, il vampiro folklorico non può essere separato dalla paura del ritorno, perturbante e pericoloso, dei defunti, proprio l'Occidente colto e illuminato settecentesco è l'ambito in cui è possibile cogliere l'origine del complesso fenomeno storico del «ritorno» dei vampiri. Nel momento in cui melanconia e rovine si apprestano a raccontare i contrasti del lento affermarsi del moderno - che esorcizza alterità, malattia, follia, morte -, il vampiro rinasce nella letteratura come metafora di figure ambivalenti, ponendo così le basi per «contagiare» gli aspetti culturali caratterizzanti la tradizione occidentale contemporanea, dalla psicoanalisi al cinema, ai fumetti e a internet. L'inedito capitolo finale riannoda il filo di una riflessione sul sentimento dei luoghi, addentrandosi nell'esplorazione delle recenti metafore, positive e negative, del vampiro all'inizio del nuovo millennio. Il vampiro che abita le rovine postmoderne - dal Muro di Berlino a Baghdad, dalle Torri Gemelle alle macerie dei terremoti - e incarna paure legate all'angoscia della fine del mondo ci ricorda la necessità di ristabilire un dialogo con i defunti, senza espellerli come vampiri distruttivi, ma riconoscendoli come parte integrante della comunità dei viventi. In questo senso, il libro afferma una filosofia «contro la morte», cogliendo spunti là dove la metafora del vampiro sembra aprire a un diverso rapporto con l'altro e a un riconoscimento della diversità.
La melanconia del vampiro. Mito storia immaginario Teti Vito - Manifestolibri, 2007 - Esplorazioni
La figura del vampiro, dal folklore dell'Europa centro-settentrionale alle dispute settecentesche, dalla letteratura romantica alla psicoanalisi, dal cinema all'industria culturale, dai fumetti a internet. Presente in innumerevoli paesi e tradizioni locali, legato alla credenza nel ritorno dei defunti e alla concezione del sangue come elemento di morte e di vita, dilagante nei periodi di più traumatica transizione storica, il morto non morto accompagna tutto il corso della modernità. Segno di contraddizioni inconciliabili, questo prigioniero della notte incarna la condizione di un soggetto ormai pienamente esposto allo sradicamento e alla precarietà. Tragica parodia dell'eterno ritorno in un mondo governato dal tempo lineare, né vivo né morto, costretto a distruggere ogni oggetto del suo desiderio, il vampiro assume, nell'immaginario colto e popolare, i tratti dell'afflizione e del sentimento melanconico che hanno segnato la tradizione dell'Occidente dall'antichità ai nostri giorni. Oggi il vampiro si presenta come l'ultimo abitante e la metafora delle rovine postmoderne, al tempo stesso annunciate e inimmaginabili - da Chernobyl a Beirut, dall'ex Jugoslavia a Baghdad e alle Twin Towers - e sembra raccontare paure e speranze legate a un'inedita angoscia di fine del mondo e a un nuovo sentimento degli altri e dei luoghi.