Libri di Gabriella Tigano
Bibliografia di Gabriella Tigano: tutti i libri in vendita online Archeologia
L'antiquarium archeologico di Milazzo. Guida all'esposizione. Ediz. illustrata Tigano Gabriella - Sicania, 2011
Questo catalogo completa il lungo iter della costituzione del Museo di Mylai, che non è ancora il Museo di Milazzo, ma che non disperiamo possa diventarlo in tempi ragionevolmente più brevi di questo. Esso intanto ripercorre la complessa vicenda della ricerca archeologica in città, da Paolo Orsi a Domenico Ryolo e a Gabriella Tigano, che è alle soglie del secolo di attività; e quindi risponde a due delle tre domande canoniche: chi siamo e da dove veniamo. La ricerca ci restituisce la città greca e romana con una serie di materiali che danno corpo alle poche parole conservate nei testi dell'antichità, consentendoci di articolare una serie di ipotesi sull'impianto urbano e la consistenza sociale dell'abitato, sia pure in mancanza (fino ad ora) di quelle evidenze monumentali che, prima o poi, racconteranno meglio la lunga vicenda di Mylai. Il catalogo non può rispondere alla terza domanda: dove andiamo. Ma noi abbiamo il dovere di chiedercelo. E non solo per Milazzo.
Gioiosa Guardia. L'antiquarium e il sito archeologico. Ediz. illustrata Tigano Gabriella Coppolino Piero Martinelli Maria Clara - Rubbettino, 2008 -
L'anonimo abitato antico sorse su un terrazzo naturalmente fortificato del versante orientale del Monte di Gioiosa Vecchia (m. 825 s.l.m.) dominante l'ampia insenatura del Golfo di Patti: un punto di osservazione eccezionale per il controllo della costa e delle vie di penetrazione verso l'entroterra della Sicilia, in una zona di spartiacque tra i Monti Peloritani e i Nebrodi; un'area inospitale per mancanza di sorgenti d'acqua, abitata dall'uomo nel corso dei secoli per motivi difensivi, strategici, e, probabilmente, per le possibilità legate allo sfruttamento dell'economia della montagna (legname, allevamento). Le ricerche condotte a partire dagli anni Ottanta hanno consentito di riportare alla luce un lembo di un abitato greco che si sovrappone a due più antichi insediamenti risalenti all'età del bronzo finale (XII-X sec. a.C.) e all'età del ferro (IX-VII sec. a.C). L'abitato greco (fine VII-V sec. a.C.), nel suo momento più recente, si articolava con blocchi di abitazioni a sviluppo E/W, separati da una viabilità interna, spesso in pendenza, funzionale ai percorsi pedonali e allo smaltimento delle acque meteoriche, come in tutti i siti d'altura. L'aspetto urbanistico generale doveva essere quello di un agglomerato assai pittoresco, adagiato a ventaglio sul versante orientale del monte, ben esposto al sole.