Libri di Enrico Tiozzo
Bibliografia di Enrico Tiozzo: tutti i libri in vendita online Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1800 al 1900
La bambola e il mostro. Un'indagine tematica sull'opera della Contessa Lara Tiozzo Enrico - Aracne, 2008 -
Al centro di numerose rivisitazioni biografiche per l'alone di scandalo che circondò la sua vita, Eva Cattermole (1849 - 1896), autrice di versi, novelle e romanzi di grande successo con lo pseudonimo di Contessa Lara, non è stata finora oggetto di una ricerca tematica applicata al complesso della sua opera. Inserita ormai stabilmente dalla critica (insieme con La Marchesa Colombi, Regina di Luanto, Bruno Sperani, ecc.) nel gruppo privilegiato delle grandi o grandissime scrittrici italiane trascurate o misconosciute tra Otto e Novecento, la Contessa Lara presenta, fin dall'esordio nel 1867, una tendenza all'evasione dalla realtà che prende via via la forma di una demonizzazione della figura maschile (il padre, il marito, l'amante) e, più in generale, di una visione del mondo dove si fronteggiano vittime innocenti e spietati carnefici.
Il bel Guido, il Vate e il conte. Studi critici sulla letteratura italiana tra Otto e Novecento Tiozzo Enrico - Aracne (Genzano Di Roma), 2024
Queste ricerche, sparse in un arco di tempo che va dal 2004 al 2019, esplorano campi diversi e rispecchiano temi non sufficientemente indagati o addirittura del tutto trascurati dalla storiografia letteraria del Novecento. È il caso degli scrittori, cosiddetti sprezzantemente "d'intrattenimento" o "di consumo", che tuttavia furono tra i più letti ed amati in Italia fra Otto e Novecento. Considerati a torto 'fascisti' e disprezzati per il loro stile, ritenuto ridondante, sono stati esclusi dal canone letterario stabilito dalla dominante critica di parte e rimangono ancora oggi degli sconosciuti per le giovani generazioni di lettori. Eppure Guido da Verona e Lucio d'Ambra sono autori che, nel solco del maestro d'Annunzio, hanno lasciato un forte segno nel romanzo italiano, influenzando scrittori acclamati dalla critica come Moravia e Buzzati. Esemplare è poi il caso del loro contemporaneo e amico Luciano Zuccoli, lontano da ogni tentazione fascista ed estremamente moderno nel suo stile asciutto, stringato, quasi giornalistico nel senso migliore della parola, ricco di drammaticità ma anche di umorismo, godibile ancora oggi come appena steso sulla carta. Antesignani infine e rimasti insuperati sono gli interventi sul premio Nobel e la letteratura italiana che, per la prima volta negli anni Novanta del Novecento, si sono basati sui documenti originali, custoditi negli archivi dell'Accademia di Svezia a Stoccolma. Quanto per esempio Fogazzaro fosse stato vicino al massimo riconoscimento letterario e come ne fosse invece stata insignita Grazia Deledda, erano temi rimasti sconosciuti fino ad allora alla critica letteraria italiana, che poi se n'è abbondantemente giovata.