Libri di Giorgio Tornati
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"Caro Marcello,... Caro Giorgio,...". Quando la politica era una "scelta di vita". Il Circolo Gramsci e la cultura a Pesaro negli anni '60 Tornati Giorgio Stefanini Marcello - Metauro, 2020 -
Ricordi, documenti e riflessioni parlano di un periodo che va dai primi anni Cinquanta alla fine degli anni Sessanta, che accomunano la vita di Giorgio Tornati a quella di Marcello Stefanini. Gli studi liceali e universitari, i primi tormenti morali, la "scelta di vita", lettere inedite. Un percorso che fotografa l'irrequietezza giovanile che si materializza con la fondazione del Circolo politico-culturale "Antonio Gramsci", il primo impegno nel partito comunista e nel Consiglio comunale di Pesaro, preziosa scuola di libertà, di contaminazioni culturali e di memorabili esperienze che educarono Tornati e Stefanini alla comprensione della democrazia rappresentativa; fu in quel contesto che i due appresero la faticosa arte di far conciliare, con pazienza e perseveranza, le idealità faticosamente elaborate con le contrastanti e reali istanze sociali degli "anni del miracolo economico".
Compagni scusateci, avevate ragione! Ricordi. Appunti. Documenti. Riflessioni. Un patchwork sul '56 pesarese Tornati Giorgio - Metauro, 2020 -
Il 1956 fu un anno drammatico. Allo sconcerto provocato dalle rivelazioni di un nume tutelare sovietico sui crimini e le illegalità avvenuti sotto il potere di Stalin, si aggiunse l'orrore per i fatti di Ungheria, dove il sollevamento popolare, provocato anche dalle dichiarazioni di Chruscëv al XX Congresso del Partito Comunista sovietico, fu represso nel sangue dall'invasione delle truppe sovietiche e dell'Armata Rossa. La reazione a questi eventi fu drammatica in tutto il mondo comunista... In particolare, a Pesaro, alcuni esponenti del Partito non accettarono la paralizzante logica che faceva appello al "contesto storico", e, stendendo una bandiera con falce e martello, raccolsero povere lire per pagare il viaggio a Roma di una delegazione che parlasse direttamente al Segretario Generale del Partito Comunista Italiano. Attraverso questo "patchwork" sul '56 pesarese, Giorgio Tornati cerca di dare risposta a una domanda cruciale: perché in un partito - quello pesarese - che osò tanto, in seguito, di fronte a situazioni altrettanto drammatiche o a situazioni politiche che richiedevano spirito innovativo, ci furono eccesso di cautele, resistenze dimesse, addirittura gregarie?