Libri di Giuseppe Tornatore
Bibliografia di Giuseppe Tornatore: tutti i libri in vendita online EUROPA
La menzogna del cinema Tornatore Giuseppe - Bompiani, 2011 - Passaggi
Un maestro del cinema contemporaneo, premio Oscar nel 1990 con "Nuovo cinema paradiso", racconta la passione e la professionalità che si nascondono dietro la macchina da presa. Da Kurosawa a Fellini, da Truffaut a Pasolini, i maestri del grande schermo prendono vita in una grande conversazione sull'arte dei sogni di celluloide, un percorso attraverso film e protagonisti che hanno acceso le emozioni di intere generazioni.
Novij Urengoi. Viaggio in Siberia Tornatore Giuseppe - Silvana, 2000
Novij Urengoi. Viaggio in Siberia - Silvana
La mia Sicilia. Ediz. illustrata Tornatore Giuseppe - Arsenale, 2007 - Artitalia
Questo libro "svela" un tesoro: l'immaginario di Giuseppe Tornatore, l'humus da cui nascono i suoi film, e nello stesso momento in cui lo fa apparire "togliendo il velo" che lo nascondeva, lo salvaguarda dalla sparizione per tutti noi suoi spettatori. La porzione del suo mondo umano e poetico che in questo libro si dispiega, certo non esiste più - per dirla con Roland Barthes - ma la fotografia, che etimologicamente è "scrittura per mezzo della luce", strappa le cose alle tenebre rendendole visibili és aéi - come dicevano gli antenati greci del siciliano Tornatore - cioè "per sempre". Quest'arte infatti infinitizza gli istanti fissati nelle sue rappresentazioni statiche, certificando, nonostante la loro attuale assenza, la loro presenza costante nella nostra mente e nel nostro cuore. Prima del cinematografo, che per statuto si esprime con le immagini in movimento, e più di esso, la fotografia si inscrive inoltre nel registro di una verità maggiormente certificata, perché meno manipolabile: i suoi "fermo-immagine" sono incontrovertibili e sprigionano una forza evocativa che conferisce una sorta di valore aggiunto alle esperienze di spazio, di tempo e di vita in esse raffigurati. Ogni fotogramma inoltre include virtualmente un prima e un poi dello scatto istantaneo, che rinvia a un "fuori campo" evocato, la cui realtà non scompare, ma "appare" nelle forme emotive dell'allusione.