Libri di Cur Tosi
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Atlante di pietra. Incisioni di Franco Fanelli. Catalogo della mostra (Museo della Grafica, Pisa, 11 ottobre - 8 dicembre 2024). Ediz. illustrata Tosi A. (Cur.) - Edizioni Ets, 2024 - Fuori Collana
Una splendida serie di incisioni di Franco Fanelli, datate dal 1985 ad oggi, compone il catalogo di questa mostra, curata da Alessandro Tosi e allestita al Museo della Grafica di Pisa. Geologia e archeologia si intersecano nella grafica incisa dell'artista torinese a partire dalle tre opere che cronologicamente aprono il percorso: due versioni de "Il sogno di Gordon Pym" (1985) e "Sentinel" (1987). L' ispirazione letteraria percorre tutta la quarantennale attività dell'incisore torinese, da Poe a Melville, da Conrad a Lovecraft, da Borges a Landolfi, da Manganelli a Jesi, sino alla poesia di John Donne, Gongora y Argote, Holan e Celan. Queste suggestioni si riverberano in temi e procedimenti che esaltano le potenzialità materiche e processuali dell'incisione. Fanelli guarda anche alla natura pietrificata ma metamorfica dell'incisore olandese seicentesco Hercules Seghers e alla trasmutazione della rovina in natura, anatomia e paesaggio delle indagini archeologiche di Piranesi. In questo senso, i due grandi "Scudi" della serie "Sibyllae" (1987-89, il primo nato dall'elaborazione della testa di una balena megattera) accolgono magmatiche concrezioni, risultato di un palinsesto di segni in cui anche le tracce superstiti di pentimenti, abrasioni e progressive morsure assumono carattere di immagine. Le cinque opere citate sono il prologo di un percorso espositivo che ha il suo tema dominante nell'esplorazione del tempo e del suo manifestarsi. Ne "Il sogno dell'archeologo" (2010-2015) un'immaginaria escavazione mineraria porta alla luce le tracce di misteriose civiltà antecedenti lo stesso tempo geologico. Nel trittico del 2014-18 intitolato a tre diversi portatori di visionarietà quali l' archeologo Schliemann, lo scrittore e antropologo Caillois e il rivoluzionario e utopista Blanqui, Fanelli invece mostra come vedute differenti della stessa pietra ne mutino radicalmente le possibilità "fisionomiche". Nelle più recenti composizioni, piccoli frammenti archeologici sono abbinati a reperti geologici di diverse provenienze geografiche e a frammenti di pietre litografiche e grafite per comporre domestici teatrini ("Circo minimo", "Histoire d'une tête", 2020) o mappe immaginarie concepite come "Tabulae lusoriae". Questo "Atlante di pietra" ha i suoi fogli conclusivi nei torsi loricati che affiorano in "Campo barbarico", negli elmi costruiti con pietre e materiale di recupero ("Personaggi nella notte") e nell'opera più recente, dove le rovine di mura romane del III secolo implodono per dare forma a un immaginario "Monte Severiano". I saggi in catalogo sono di Alessandro Tosi, Direttore del Museo della Grafica, e di Gianfranco Adornato, docente di Archeologia Classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa.
Pasquale Santoro. Cieli-Skies. Catalogo della mostra (Roma, 1980). Ediz. italiana e inglese Tosi A. (Cur.) - Plus, 2008 - Cataloghi Di Mostre
"Pasquale Santoro: tecnicamente e per la sua connaturata curiosità, il migliore incisore italiano. I cicli di Pìranesi sono una serie di acqueforti che non seguono la moda del d'après" Questa pillola biografica e critica - che dice molto.se non tutto,di Nini Santoro e del suo lavoro di ieri e di oggi - è la breve didascalia che presenta le sette "celesti" incisioni piranesiane nel catalogo della mostra Arte e Critica 1980, tenuta alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nell'estate del 1980. Santoro realizza la serie de "I cicli di Piranesi" nel 1977, lavorando direttamente sui preziosi rami conservati nella Calcografia Nazionale, impegnata a celebrare l'imminente "anno piranesiano"con una serie di iniziative che affermano il ruolo e la vocazione sperimentale e formativa della prestigiosa istituzione. Per lui, per la sue profonde conoscenze tecniche e la "connaturata curiosità" l'occasione di encounter con Piranesi è davvero straordinaria: assieme a Onofrio Speciale e ad un sapiente decifratore di segreti calcografici come Antonio Sannino, analizza i complessi passaggi chiaroscurali e le fitte trame di segni delle vedute di Roma, individuando nelle porzioni di cieli un motivo rivelatore.
Le arti del XX secolo Carlo Ludovico Ragghianti e i segni della modernità Tosi A. (Cur.) - Edizioni Ets, 2011
Le arti del XX secolo Carlo Ludovico Ragghianti e i segni della modernità - Edizioni ETS