Libri di Pietro Treccagnoli
Bibliografia di Pietro Treccagnoli: tutti i libri in vendita online Cultura popolare
L'arcinapoletano Treccagnoli Pietro - Guida, 2018 - Primo Piano
Napoli è una città dai mille volti, contraddittoria e unica allo stesso tempo. Viverla e raccontarla quotidianamente è un impegno che richiede pazienza e curiosità. I testi raccolti in questo volume sono una scelta dei post pubblicati nel corso di circa sei anni sul blog "L'arcinapoletano" del «Mattino online». Nella selezione sono stati privilegiati gli articoli che non erano strettamente legati all'attualità, ma quelli che analizzavano aspetti del carattere e della vita quotidiana di una metropoli ricca e complessa. Ne è venuto fuori un racconto che nonostante la natura frammentaria riesce a restituire alcuni aspetti profondi e poco indagati di Napoli. Ne "L'arcinapoletano" ritroverete storie e storia, ma soprattutto le malizie e le ingenuità di un popolo che nei secoli ha costruito una bellezza senza tempo, fatta di pietra e suoni, di gusto e colori. Si percorreranno le strade, i vicoli, le piazze, ma si approfondiranno pure i modi di dire, le tradizioni secolari e le innovazioni, si contesteranno i pregiudizi, ma non si faranno sconti alle vergogne. Napoli è città di meraviglia e dannazione. Questo strano connubio la rende seducente e stordente. E non ci lascia mai indifferenti e consente di stemperare la rabbia con un sorriso. Prefazione di Pietro Gargano.
La pelle di Napoli. Voci di una città senza tempo Treccagnoli Pietro - Cairo, 2016 - Storie
Napoli, nonostante la sfacciata fama, si nasconde. Sempre lazzara e aristocratica, comunque più nobile che misera, mostra le ferite e le bellezze come un doppio emblema, ma si tiene stretta la natura più intima. Per scoprirla bisogna sollevare il velo degli stereotipi e usare lo strumento migliore per conoscerla: i piedi. Camminare. Napoli è la meta ideale dei flàneur e questo libro è una lunga, emozionante esplorazione nella città delle cartoline e delle leggende nere, dove la camorra e i tabernacoli, lo sberleffo e la passione, il degrado e il sogno si mescolano senza pudore. Cupole barocche e fondaci levantini, Caravaggio e street food. Gli imprevedibili giardini della grigia via Foria e un diavolo dipinto sulla pancia di una donna a Mergellina. Gli ultimi contadini urbani che alla salita dello Scudillo si ostinano a coltivare cavoli e arance, e gli scantinati delle torri aragonesi dove di sera si danno feste reggae. Poi ci sono i Quartieri Spagnoli dove il lavoro è diventato più nero di ieri, le caverne della Sanità dove si fabbricano oscene sculture apotropaiche, i barboni che leggono Freud e i fresellari del Borgo Sant'Antonio. Sotto la pelle di Napoli si scopre che il sorriso di Giuseppe Marotta si intreccia e convive con i furori di Curzio Malaparte e, dietro ogni angolo, l'arte ti colpisce come una carezza violenta. Solo alzando lo sguardo, dove c'è quel dettaglio sulle mura di un antico palazzo che mostra sconciamente le sue venature di tufo.