Libri di Giovanni Turelli
Bibliografia di Giovanni Turelli: tutti i libri in vendita online Sistemi legislativi
Transferre iudicium. Linee ricostruttive di uno strumento pretorio Turelli Giovanni - Giappichelli, 2020
Le dinamiche che presiedono alla sostituzione di una parte o del giudice, a processo già incardinato, hanno formato oggetto di attenzione ripetuta, benché non assidua, nella dottrina degli ultimi secoli. 'Translatio iudicii' e 'mutatio iudicis' hanno suscitato interesse soprattutto a proposito delle conseguenze che un intervento di sostituzione - di una parte o del giudice - avrebbe prodotto nel contesto del processo formulare, dove la 'litis contestatio' svolge il ruolo di spartiacque, superato il quale il processo è "cristallizzato" e non sono più ammissibili modificazioni. Un secondo punto di attenzione per gli studiosi è costituito dall'individuazione del rapporto tra le due figure giuridiche, al fine di indagare, in particolare, se la 'mutati iudicis' fosse una specie entro la categoria della 'translatio iudicii' o non piuttosto figura di diversa natura e struttura. Intorno a questi problemi si svolge la presente ricerca, nel tentativo di offrire una nuova chiave di lettura.
«Audi iuppiter». Il collegio dei feziali nell'esperienza giuridica romana Turelli Giovanni - Giuffrè, 2011 - Univ. Brescia-Dip. Scienze Giuridiche
Roma, nella conquista egemonica del mondo mediterraneo (VI-I secolo a.C.), costruì rapporti di pace e di guerra con una moltitudine di popoli. Chi furono gli artefici di tali relazioni? Di quali strumenti giuridici e diplomatici si avvalsero? La scienza del diritto Rinascimentale individuò tali soggetti nei sacerdoti dell'antichissimo Collegio dei feziali, senza riuscire però a determinarne la natura: giuristi e/o ambasciatori? Con la presente ricerca si avanza una soluzione, interrogando le testimonianze di quel passato sull'intreccio del potere politico con il diritto e la diplomazia.
Retorica e giurisprudenza a Roma Turelli Giovanni - Scholé, 2025 - Saggi
Per fare i conti con l'indeterminazione e il probabilismo che caratterizzano il diritto, il giurista deve apprendere e sviluppare l'abilità interpretativa. A questa esigenza risponde la retorica, sorta nella Sicilia del V secolo a.C. e maturata in Grecia, che propone un metodo per costruire un discorso con ordine. Ripercorrendone le partizioni, le finalità e gli strumenti principali, il volume esamina il suo rapporto con la giurisprudenza romana, dall'epoca in cui le norme erano custodite dai pontefici fino alla tarda età repubblicana, nella fase di transizione da un diritto orale e segreto a uno scritto e pubblico. L'analisi di casi giudiziari reali tramandati dalle fonti antiche svela i metodi di lavoro del giurista e il ruolo, in essi, della retorica: strumento per sistematizzare la disciplina ed emanciparla dal formalismo delle origini, nuovo modo di organizzare il pensiero e di intendere il diritto, che scopre nel dubbio, nel dissenso e nella contrapposizione di opinioni un tratto identitario irrinunciabile. Un "pensare per problemi" più che mai attuale, non solo per i giuristi.