Libri di Maria Valbonesi
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Preti di montagna Valbonesi Maria - Sarnus, 2018 - Toscani Super Doc
Girolamo Magni, Andrea Busoni, Jacopo Lori: tre sacerdoti vissuti tra il XVI e il XVIII secolo che esercitarono la propria missione sulla Montagna Pistoiese.In un'epoca in cui le pievi erano l'unico punto di riferimento comune per le genti che vivevano disperse fra pascoli e boschi, i "preti di montagna" svolgevano un ruolo chiave nella diffusione della cultura: un intenso lavoro di cui, molto spesso, restano tracce assai esigue. Ma studiando epistolari e resoconti, cercando tra ricordi e carte d'archivio, l'autrice è riuscita a ricostruire queste tre vite esemplari e a restituircele in un racconto vivace e appassionante.
Rusticane di montagna Valbonesi Maria - Sarnus, 2014 - Toscani Super Doc
La storia della montagna pistoiese è punteggiata di grandi figure femminili: poetesse, pittrici, mistiche e condottiere, donne capaci di sostenere e respingere assedi o di rivaleggiare nelle arti con avversari maschi ben più quotati. Le loro storie, raccolte dall'autrice dopo lunghe ricerche nei documenti d'archivio, vanno a comporre un mosaico più ampio, riportando alla luce il passato di una terra antica e bellissima. Arcangiola Paladini, Maria Lucia Cecchini, Beatrice del Pian degli Ontani, Lucia Pagliai e tante altre eroine di tempi remoti e di quelli più recenti sono protagoniste di un racconto di guerre e amori, violenze e misteri, e ci aiutano a scoprire l'origine di luoghi incantevoli così come di antiche rivalità.
Sorprese d'arte a Pistoia Valbonesi Maria - Polistampa, 2010
Una guida che propone delle "mostre" nascoste, se vogliamo virtuali, emergenti magicamente dalle opere che si trovano sotto gli occhi di tutti lungo i soliti percorsi del centro storico, e pone l'attenzione su alcune di esse poco note o generalmente ignorate, come la casa di Louisa Grace Bartolini o i crocifissi lignei di Sant'Andrea. Sono sei le mostre individuate. Le prime due, tramite la scultura, illustrano il passaggio dal Romanico al Gotico (pulpiti di San Bartolomeo, San Giovanni Forcivitas e Sant'Andrea) e dal Gotico al Barocco (monumenti funebri della cattedrale e di San Domenico). Le tre seguenti, con opere dell'architetto Ventura Vitoni e dei pittori Paolino e Sebastiano Vini, testimoniano la fedeltà alla tradizione artistica locale nel corso del XVI secolo, dimostrando come Pistoia ha cercato di resistere al totale assorbimento della sua identità da parte di Firenze. L'ultima, dedicata al pittore Giacinto Gimignani, conclude la parabola della resistenza culturale con una resa incondizionata a Roma piuttosto che a Firenze.