Libri di Nico Valenti
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Ventu... piscistoccu... e Malanova. Raccolta di frasi, detti, proverbi, vocaboli e modi di dire caratteristici del dialetto messinese Valenti Nico - Edarc Edizioni, 2006
Messina, al centro del mediterraneo, è sempre stata un luogo d'incontro delle più diverse culture che intrecciandosi hanno creato uno spirito unico. E non solo! I messinesi, nel corso del tempo ne hanno viste, per davvero, di cotte e di crude, e alla fine tutto ciò ha creato un singolare temperamento in cui si mischiano arguzia e perfidia, generosità e disincanto, apatia e creatività... miscugli terribili ed affascinanti che poi producono battute fulminanti, proverbi inconfutabili, storielle maliziose, giri di parole piccanti, ecc. ecc. "Ventu, Piscistoccu e malanova" sono tre elementi che non mancherebbero mai sulle rive peloritane; il vento e lo stoccafisso ancora, ancora... in sé non hanno niente di sconvolgente, ma è con il terzo elemento "la malanova", l'imprecazione più diffusa a Messina, che si crea una stupefacente alchimia produttiva di frasi corrosive. La saggezza popolare, la bonomia, e soprattutto la cattiveria e il dileggio si attorcigliano in parole ed accenti dando vita, seppur con squisita, altissima, perfino sublime, volgarità, a purissime creazioni letterarie. Una ricerca approfondita ed appassionata nella quale l'autore, pignolo ed infaticabile, si addentra nelle origini, nelle etimologie, sviscerandone i significati palesi, quelli nascosti e quelli più oscuri, non nascondendo mai la nostalgia per il tempo semplice (ma era poi proprio così?) della sua gioventù, quando nelle strade, nelle piazze, nei cortili, nei moli del porto, nelle osterie, la vita era più vita.
1911 L'incendio di Luserna-Der große Brand von Lusern-Das groas vaür vo Lusérn. Ediz. multilingue Nicolussi Castellan Valentina Zammatteo Paolo - Centro Documentazione Luserna, 2013
"A cent'anni dal tragico evento, il Kulturverein Lusérn e il Centro Documentazione Luserna, ricorda l'incendio che il 9 agosto 1911 distrusse gran parte del centro storico del paese. Le fiamme divamparono accidentalmente dall'abitazione di Dionigio Nicolussi Weiss e in breve tempo, causa il forte vento e la copertura dei tetti in scandole, coinvolsero 58 edifici, lasciando 79 famiglie per un totale di 368 abitanti, su 949, nella più totale miseria. Il Comitato di soccorso locale, subito costituitosi, si attivò per la ricerca di sussidi necessari alla ricostruzione, anche i quotidiani europei diedero ampio spazio alla notizia invitando i propri lettori a sostenere la popolazione; i danni ammontarono a 360.000 corone. La portata dell'evento fu tale che anche l'assetto urbanistico e la tipologia architettonica dell'abitato mutarono radicalmente."