Libri di Lucia Vantini
Bibliografia di Lucia Vantini: tutti i libri in vendita online Storia della filosofia occidentale
La fenomenologia nella settima stanza: Gerda Walther ed Edith Stein Vantini Lucia - Quiedit, 2019
Con Edith Stein e Gerda Walther la fenomenologia si spinge nella settima stanza, addentrandosi nello spazio straordinario e inquieto dell'esperienza mistica. Qui il mondo si esprime nella forma di un'oscurità feconda, capace di trasformare e di rigenerare le storie. Queste due donne hanno saputo farne un tesoro da spartire, ispirando con la loro scrittura non solo le singolarità, ma anche quelle piccole e grandi comunità che non si rassegnano a vivere di apatia verso le esistenze e i destini più feriti.
La luce della perla. La scrittura di Maria Zambrano tra filosofia e teologia Vantini Lucia - Effatà Editrice, 2008 - Sui Generis
Attraverso lo schema della circolazione del Logos e dello Spirito, Maria Zambrano (Vélez-Málaga 1904 - Madrid 1991) mostra che morte e risurrezione, cuore del cristianesimo, riguardano non solo la vita di Dio, ma anche l'esistenza delle sue creature. La Parola infranta nel mondo continua ad essere udibile per la forza dello Spirito, così come gli inferi che sperimentiamo in questo mondo, sotto diverse forme di crisi e di dolore, continuano a regalare lo squarcio di qualche cielo. Questo testo mira dunque a trovare, nella scrittura della pensatrice andalusa, le tangenze ancora innominate tra la vita umana e la vita divina: accostandole con uno sguardo attento a ciò che non è riuscito a passare l'esame della storia, Zambrano scopre una sorprendente vicinanza di Dio proprio in quel tragitto di dispersione/raccoglimento di sé che attraversa, a volte lacerandole, tutte le esistenze.
L'ateismo mistico di Julia Kristeva Vantini Lucia - Mimesis, 2014 - Filosofie
Julia Kristeva è autrice poliedrica che si lascia inquietare dai movimenti del presente, spesso difficili da nominare e da rappresentare. Questa povertà simbolica è per lei causa e indice della crisi profonda che ha investito la contemporaneità, costringendo uomini e donne a sradicarsi dai luoghi vitali, per perdersi in un registro astratto e asettico che sembrerebbe in grado di custodire i loro confini. La promessa di protezione non viene però mantenuta. La logica dell'abiezione non funziona: la matrice vitale del senso, dalla fisionomia sacra e materna, non può essere neutralizzata senza condannare le esistenze a una triste autoreferenzialità. Attraverso una formazione linguistica e psicoanalitica, Kristeva tenta di far emergere queste profondità semiotiche, passando per i linguaggi dell'arte, della letteratura e della religione. Scopre così che l'ordine simbolico si costituisce prendendo una distanza dolorosa dal mondo affettivo e sacro, importando al suo interno una fragilità strutturale che si lascia avvertire ogni qualvolta un'esistenza si trova al limite di sé: nell'orrore, nel dolore e nell'amore. È in questo percorso che Kristeva scopre il bisogno di credere come mondo irrinunciabile del soggetto, sempre dipendente dai propri legami e costantemente esposto all'altro. Il nuovo umanesimo mette a tema questo limite inaggirabile, decentrando la singolarità e ricollocandola nella trama delle relazioni grazie alle quali essa può divenire ciò che è. Prefazione di Wanda Tommasi.