Libri di Roberto Vecchioni
Bibliografia di Roberto Vecchioni: tutti i libri in vendita online Poesia
Di sogni e d'amore. Poesie 1960-1964 Vecchioni Roberto - Sperling & Kupfer, 2007 - Frassinelli Narrativa Straniera
"Rileggendo queste poesie mi sono accorto con sorpresa di avere avuto una storia sentimentale e non soltanto un amore. La differenza è piuttosto grande: un amore nasce, ha un'intensità, sfiorisce, muore, può e non può dare un colore a tutto il resto. La storia sentimentale rimane invece anche dopo la fine, e l'uomo, il mondo, la parola, i vigili urbani, le prostitute, i sassi vivono in funzione di quella speranza prima, di quel ricordo poi; non solo, ma si trasformano. Ogni valore, ogni sensazione nasce, ha un'intensità, muore nella speranza prima, nel ricordo poi. Le poesie qui contenute sono state composte per la maggior parte nel '62-'63, altre nel '61, poche nel '60 e nel '64. Seguendole cronologicamente si può afferrare l'accavallarsi e il prevalere ora di questo ora di quel motivo, secondo una logica (o più spesso secondo una non-logica) che è di tutte le manifestazioni umane. La tecnica non è essenziale. Quello che vale, oltre ogni altra considerazione, è non la musicalità, questo o quel tema, la poesia stessa; ma proprio il lungo viaggio, quella coscienza di diventare uomo acquistata gradualmente, soffrendo (come tutti d'altronde), quella consapevolezza di un distacco continuo da alcuni momenti per altre stagioni. E questa umanità, profonda, la raggiungo appunto attraverso un amore sfortunato, un lento incontro che si trascina a morire nella sua propria, semplice, esclusiva poesia, nel suo concetto troppo spirituale e idealizzato per essere realtà."
Scrivere il cielo. Poesie al contrario Vecchioni Roberto - Einaudi, 2026 - I Coralli
È la vita di Roberto Vecchioni che si dispiega in questi versi. Ma è un viaggio al contrario: dalla voce luminosa della vecchiaia a quella incantata del ragazzino che scrive le prime liriche sui quaderni di scuola. Quello che balza subito agli occhi è che le poesie scritte nell'arco di un'intera esistenza - quasi tutte inedite - dialogano tra loro in un duetto infinito: come se l'uomo di oggi parlasse al ragazzo di ieri, e il ragazzo rispondesse. Ne nasce una voce sola, intima e unica, capace di attraversare il tempo e di restituire la vita nella sua sostanza più vera: memoria, musica, morte, desiderio, destino. «Roba, questa, che si chiama amore». Si comincia dall'ultimo approdo: un'età matura che Roberto Vecchioni racconta senza maschere. «Quanto mi resta, sentinella, per navigare, scuotere, grattare?» È una veglia ostinata, inquieta, dove il dolore e la gioia si parlano, dove l'addio si fa carezza e la vita commuove sopra ogni cosa. Risalendo indietro negli anni incontriamo le donne amate: «Voglio vivere nella perenne attesa di un amore negato come il cantante che sono, che trema a ogni prima di non avere fiato». E incontriamo anche il Vecchioni civile e ironico, capace di trasformare il disincanto in gioco e l'intelligenza in leggerezza: «Abbiamo perduto ben altre battaglie, faremo quadrato, triangolo e riga infinita». Sono gli anni del confronto, del gesto pubblico, in cui l'introspezione diventa voce collettiva e si apre al mondo. E ancora più indietro, all'inizio, si affacciano i primi versi: giovani e impetuosi, nutriti di classici e di mito. Sono pagine febbrili, attraversate da visioni, gioie e smarrimenti, in cui già si riconosce una voce che non smetterà mai di interrogare la vita: «Chissà perché, come relitto a mare, l'uomo placido avanza». Lungo il viaggio, poi, non manca certo la musica: arpe, mandolini, chitarre, cori che affiorano nei versi come in una partitura parallela. È la lingua sotterranea che accompagna ogni stagione, la trama invisibile che lega il canto alla parola. Perché le poesie di Roberto Vecchioni hanno la stessa forza delle sue canzoni ma, forse, un segreto in più.