Libri di Luigi Vellucci
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Poesia e tradizioni popolari dalla Magna Grecia ai nostri giorni. Un tesoro nascosto Vellucci Luigi - Edizioni Pugliesi, 2005 -
La Puglia, crogiolo di varie genti unite da tradizioni comuni o simili, riti sacri e canti popolari, portati dalla Capitanata fino al Sud della penisola, dai pastori in transumanza e viceversa dai contadini che risalivano i tratturi antichi per andare a mietere dal Salento nella Capitanata e fondevano così canti d'amore, riti e superstizione [...] Quante voci del passato, pregne di superstizioni, e pure, di un'etica, spesso corale di un'intera città, di un intero popolo: quello del Sud. Superstizioni, credenze popolari, dal sapore antico, nelle quali la fede cattolica si arricchisce di sfumature a volte pagane o paganeggianti e che comunque hanno origini antichissime, come il tarantismo.
Federico II. L'imperatore del mistero Vellucci Luigi - Tipheret, 2016 - Gimel
"Ho tentato di penetrare nella sensibilità di un uomo che a volte fu duro e violento, come d'altronde erano i suoi tempi. In ogni caso, ho voluto scoprire il lato essenzialmente umano dell'imperatore. Un uomo e non un monumento al Medioevo. Un uomo col suo carattere che spesso viene fuori con contraddizioni solo apparenti: dalla clemenza degna di ogni lode alla vindice giustizia, conseguenza di congiure contro la sua persona o meglio contro lo Stato, l'Impero. Le guerre in fondo le combatteva sempre a malincuore; se poteva le evitava con intelligenza e preferiva dedicarsi agli studi, alla caccia e agli amori per seguire virtute e conoscenza, avrebbe detto Dante, e anche perché di diman non v'è certezza, come dirà in seguito Lorenzo il Magnifico o soltanto per amore del piacere per il piacere, vuoi nell'amore vuoi nella caccia, per la quale lo Svevo mandò all'aria la conquista di Parma e subì la distruzione di Vittoria."
Manfredi lo svevo. Biondo era, bello e di gentile aspetto Vellucci Luigi - Bonanno, 2018 - Scaffale Del Nuovo Millennio
"Fin dagli studi giovanili la nobile figura di Manfredi aveva affascinato la mia immaginazione come il personaggio di una leggendaria avventura che ora volevo rivivere e narrare dapprima in un viaggio fantasioso nel mio medioevo e poi, pian piano appurando, per quanto sia stato possibile, le fonti e i documenti per ricreare non più un romanzo ma una storia di Manfredi attendibile e quanto più vicina alla realtà che ben si sa, ogni storico, pur con rigore, ma modo suo, racconta e talora può incorrere in errori riscontrabili anche su testi scolastici. Errare humanum est se si pensa che molti scrittori moderni e cronisti medievali, non sempre attendibili, si sono rifatti, fidandosi più della fantasia che di documentazioni precise o prove archeologiche che spesso cambiano la storia."